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Olbia: la rabbia dei cittadini per la nuova alluvione

C’è rabbia e indignazione questa mattina tra gli abitanti di Olbia, in Sardegna, nuovamente colpiti dall’alluvione a nemmeno due anni di distanza dal disastroso evento del 18 novembre 2013. Il rio Siligheddu è nuovamente esondato nello stesso identico punto di due anni fa, in coincidenza di un  ponte che – beffa nella tragedia – era stato ricostruito proprio con i fondi post-alluvione del 2013. Ieri il manufatto “scandalo” è stato abbattuto dalle ruspe: il Sindaco Gianni Giovannelli ha dichiarato lo stato di emergenza e richiesto l’intervento del Governo.

L’allerta, a Olbia, è durata tutta la notte anche se dalle 3 ha smesso di piovere. Il Siligheddu ha rotto gli argini riversandosi nelle strade della cittadina, in particolare nei quartieri Isticcadedddu, Baratta e nella zona vicina allo stadio “Nespoli”. E’ la stessa zona in cui il 18 novembre del 2013 persero la vita Patrizia Corona e la piccola figlia Morgana, travolte dall’acqua mentre erano nella loro auto. Il deflusso dell’acqua è stato aiutato dalla demolizione del ponte ricostruito solo due anni fa.

Questa mattina la situazione è in via di miglioramento, ma molte strade sono ancora allagate: in campo, oltre alla Protezione Civile, anche l’Esercito con il 5° Reggimento del Genio militare. Prosegue invece la polemica sul famigerato ponte sul rio Siligheddu, il manufatto ricostruito con lo stesso “vizio”, quello di causare l’esondazione del torrente. I fondi, per via dei vincoli del bando di finanziamento, potevano essere utilizzati per il solo ripristino nell’identica e inefficiente architettura.

(foto tratta da Twitter)

 

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