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Olimpiadi e impatto ambientale: a Rio 2016 naufraga in acque fetide l’ipocrisia ambientalista

Le Olimpiadi di Rio de Janeiro si avviano a partire in un contesto di grande incertezza, dovute alla situazione di dissesto in cui si dibatte il governo. Gravi rischi pesano sulla sicurezza degli atleti e del pubblico, in un momento in cui anche in Sud America si fa sentire la minaccia islamista. Ciliegina sulla torta di una manifestazione che sembra iniziare sotto una pessima stella, ci si mettono le serie preoccupazioni di tipo ambientale. No, non stiamo parlando della temutissima CO2 che farebbe riscaldare un pianeta che invece non vuol saperne di riscaldarsi. Parliamo dell’inquinamento vero, come quello causato dallo sversamento in mare di acque fognarie non depurate. Nella Baja di Guanabara (ironica l’assonanza con la parola italiana “guano”) ogni giorno finiscono l’equivalente di 96 piscine olimpiche di deiezioni (vedi foto). La Baia di Guanabara, per capirci, è il golfo su cui si affaccia la città di Rio e che ospiterà le gare di vela, le gare di canottaggio e le gare di nuoto di fondo. I velisti che hanno già provato a “navigarci” hanno accusato malattie ed infezioni. Uno studio commissionato dalla Associated Press ha confermato queste paure.

Anche il villaggio olimpico non se la passa meglio: la laguna di Jacarepagua, adiacente al villaggio, è a sua volta inquinatissima: recentemente è stato necessario ripescare una tonnellata di pesci morti. Per gli atleti c’è una minaccia concreta: le sostanze inquinanti sono depositate sul fondo dell’acqua: in caso di acqua agitata, possono risalire in superficie e liberare anidride solforosa, che viene così respirata da chi si trova in zona: volendo fare una battuta cattiva, pare proprio che agli atleti russi stiano salvando la vita, non ammettendoli ai giochi.

Olimpiadi e impatto ambientale: cosa era stato promesso e cosa è stato fatto

Ad aggiungere al danno la beffa, viene da pensare a quali argomenti il Brasile aveva presentato per aggiudicarsi la candidatura. Dato che l’ambientalismo “vende”, il comitato promotore aveva puntato forte sugli aspetti ambientali: sarebbero stati i “Giochi Verdi per un Pianeta Blu”. Negli aspetti pratici sarebbero dovuto essere raggiunti (tra gli altri) i seguenti obiettivi:

  1. Piscine riscaldate utilizzando pannelli solari
  2. 24 Milioni di alberi piantati per compensare la produzione di anidride carbonica dovuta alle olimpiadi
  3. Depurazione dell’80% delle acque fognarie affluenti alla baia di Guanabara di cui dicevamo prima (partendo dal 30% al momento dell’assegnazione dei giochi)
  4. Utilizzo il più possibile di energie rinnovabili (non meglio specificate)
  5. Utilizzo di mezzi di trasporto pubblico che utilizzano carburante “green”, ossia carburante di origine vegetale

Nella pratica, la percentuale di scarichi depurati che affluiscono nella baia di Guanabara è salita, stando agli organizzatori, al 50%. Ammesso che sia vero, siamo lontani dal 80% promesso. Gli alberi piantati sono stati “solo” 5 milioni (indipendentemente da quanto si sia speso). Gli altri obiettivi sono persino contraddittori: posto che in Brasile è già utilizzato largamente l’etanolo in luogo della benzina, i carburanti di origine vegetale:

  • Producono lo stesso anidride carbonica, ossia la temutissima CO2 che farebbe venire la febbre al pianeta
  • Sono tutt’altro che positivi in termine di impatto ambientale, dato che vengono alle volte abbattute delle foreste per ricavare terreno coltivabile.

Tornando ai punti 3 (depurazione acque di scarico) e 2 (piantagione di 24 Milioni di alberi), si nota il beffardo confronto tra finta e vera ecologia. Non si può pretendere che venissero davvero raggiunti entrambi i risultati, ma smettere di riversare gli scarichi di milioni di persone in mare è più concreto di smettere di “riscaldare il pianeta” piantando alberi. Quindi magari, il denaro speso per piantare 24 Milioni di alberi, se risparmiato, sarebbe servito a depurare qualche fognatura in più. Ma evidentemente con la VERA ecologia (ossia evitare di disperdere veleni nell’ambiente) si “mangia” meno che con quella FALSA (ossia agitare lo spettro del riscaldamento globale). Speriamo che le Olimpiadi segnino la prima di una serie di sconfitte per la falsa ecologia.

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