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Olimpiadi Rio 2016: tre storie curiose, di riscatto e di fair play

Le Olimpiadi sono un momento di festa e gioia, ma anche di riscatto, voglia di partecipare e di dimostrare che il passato non è un fantasma imbattibile. Le tre storie di cui parleremo sono anche questo: c’è la curiosità, la forza di volontà ed il fair play. Rio 2016, come Londra 2012, Pechino 2008, e così via: i giochi sono il dipinto perfetto per esaltare storie di uomini, donne ed atleti. Una di queste è stata vista nella giornata di ieri alle Olimpiadi di Rio 2016. E’ atletica, è la batteria dei 5000 donne, è una gara dura, intensa e preparata nell’arco di mesi ed anni. Verso la fine della gara la neozelandese Nikki Hamblin e poi l’americana Abbey D’Agostino cadono in seguito ad una brusca frenata del gruppo. Il ginocchio dell’atleta oceanica compie una brutta torsione, ma nonostante il dolore si gira e va ad aiutare l’avversaria a rialzarsi. La gara compromessa delle due continua. Zoppicando e tenendosi l’un l’altra si avviano verso il traguardo. A pochi metri l’americana cade ed ancora la neozelandese si presta ad aiutarla. Alla fine della gara un abbraccio commosso con il pubblico a cornice che applaude ed inneggia lo spirito di fairplay olimpico. I giudici riammetteranno entrambe alla fase successiva.

Mi manca mio fratello, ma è terribile quello che ha fatto“, queste sono le parole di Mourad Laachraoui, atleta di Teakwondo del Belgio e campione europeo della sua categoria. Laachraoui è salito tristemente alle cronache a causa della stretta parentela con uno dei kamikaze dell’aeroporto di Bruxelles. Mourad e Najim, cresciuti insieme nella stessa casa a Bruxelles, nel quartiere Schaerbeek, non si vedevano da tempo: dal 2013 da quando Najim era partito per la Siria. Una storia di lotta contro i propri fantasmi, contro quell’integralismo a cui il fratello si è votato.

Dipa Karmakar ha 22 anni ed è la prima ginnasta indiana alle Olimpiadi. Una rivoluzione nel suo paese, dove la struttura della società è fortemente maschilista. Al suo debutto non aveva neanche le scarpe ed il costume che gli era stato cucito in casa era troppo grande per lei. Ma Dipa ha resistito, anche grazie all’enorme talento per la ginnastica artistica. La ragazza è infatti capace di realizzare il proudnova, uno dei volteggi più difficili della disciplina: doppio salto in avanti raccolto. “Quando ho iniziato, la mia palestra non aveva nemmeno l’attrezzatura necessaria. C’erano topi e scarafaggi. Adesso mi fermano per strada e chiedono autografi e selfie come se fossi una star di Bollywood“, così la giovane indiana sulla sua qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016.

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