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Olio di palma fa male alla salute? Nutella lo difende: ecco perché

La querelle sull’olio di palma è ormai al centro del dibattito sull’alimentazione: fa bene o male alla salute? Tutto ebbe inizio in seguito al verdetto dell’EFSA (European Food Safety Authority) che il maggio scorso bollava l’olio di palma come contenente tre sostanze pericolose, delle quali una potenzialmente cancerogena. Eppure solo un mese prima il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin aveva ricevuto un rapporto dall’Istituto Superiore della Sanità che invece assolveva l’olio di palma. Quale la verità?

Ancora prima di scoprirla era iniziata, come è ormai divenuto consuetudine negli ultimi anni, la demonizzazione alimentare di questo prodotto, definito come la causa della deforestazione nonché pericoloso per la salute umana. Fa riflettere come la maggior parte delle grandi aziende, del tutto acriticamente e senza polemiche, abbiano eliminato l’olio di palma dai propri prodotti, sostituendolo in buona parte dei casi con altri oli ancora più ricchi di grassi saturi. Subito è iniziata la campagna mediatica: sulle confezioni i produttori hanno fatto a gara tra chi ha messo prima sulle proprie confezioni il bollino “senza olio di palma” con buona pace dell’italiano medio, sostanzialmente ignorante in materia. Con cosa lo abbiano sostituito per avere nel prodotto un effetto sostanzialmente uguale, ai demonizzatori dell’olio di palma non sembra interessare.

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Totalmente in controtendenza è andata una delle aziende italiane leader del settore dolciario, Ferrero, che nella sua celebre Nutella ha da sempre tra gli ingredienti l’olio di palma. Anche per questo motivo l’azienda ha organizzato qualche giorno fa a Milano il convegno “Olio di palma: una scelta responsabile, basata sulla scienza” con la volontà di sostenere due linee di pensiero ben chiare: l’olio di palma non fa male e soprattutto la sua produzione può essere sostenibile. “Siamo in grado di produrre i nostri prodotti utilizzando l’olio di palma perché dal punto di vista della sostenibilità ambientale il nostro olio è migliore di quelli utilizzati dai concorrenti” ha spiegato Alessandro d’Este, presidente e AD di Ferrero Commerciale Italia. Un’affermazione sostenuta anche dal recente inserimento di Ferrero tra le aziende leader per l’utilizzo di olio di palma di qualità prodotto in modo sostenibile certificato dal WWF. A sostenere questa tesi anche Chiara Campione, Senior Corporate Compaigner di Greenpeace Italia, presente al convegno, che ha spiegato come il modello di rapporti tra Ferrero e i produttori di olio di palma sia un sistema virtuoso.

A dare infine il suo commento sulla questione dell’olio di palma è stato il vice ministro alle politiche agricole, alimentari e forestali Andrea Olivero, anch’egli presente al convegno di Milano che ha tuonato contro i demonizzatori dei prodotti alimentari: “Io enfaticamente lo chiamo terrorismo della disinformazione alimentare: in questi anni molte, troppe volte, abbiamo assistito a operazioni di disinformazione che fanno leva sull’ignoranza e hanno dietro interessi economici ben precisi, volti alla sostituzione dei prodotti e a creare turbative sui mercati”.

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