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Omicidi: i 5 casi di cronaca del 2016 che hanno sconvolto l’Italia

Numerosi i fatti di cronaca nera che hanno segnato l’anno che volge al termine. In questo 2016 abbiamo parlato, purtroppo, di un’infinità di femminicidi, delitti passionali, spesso dettati dal movente della gelosia. Abbiamo scelto di ricordare cinque casi che più di tutti si sono distinti per crudeltà ed efferatezza, segnando profondamente l’opinione pubblica. Eccoli:

Omicidio Luca Varani: a Roma, in un appartamento di via Igino Giordani al Collatino, il 5 marzo 2016 veniva ucciso con ferocia inaudita il 27enne Luca Varani. Attirato con l’inganno, attraverso l’invito a partecipare ad un festino a base di coca e alcol, fu letteralmente massacrato dai suoi aguzzini, Manuel Foffo e Marco Prato, che dichiararono ai magistrati di avere ucciso il giovane “per vedere che effetto fa ammazzare qualcuno”. Una mattanza durata due giorni quella inflitta a Luca Varani, che morì lentamente dissanguato, dopo aver subito ogni genere di sevizia. Solo dopo mesi di accertamenti il medico legale ha potuto stabilire con precisione la portata di tanta malvagità: il 27enne “morì dopo essere stato torturato con 100 colpi tra martellate e coltellate”. Per i due colpevoli, che da quando sono in carcere si rimpallano reciprocamente ogni responsabilità, la procura di Roma lo scorso 21 dicembre ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà e dai motivi abbietti e futili.

Omicidio Sara Di Pietrantonio: Roma, lei studentessa di 22 anni con la passione per la danza, lui guardia giurata 27enne, Vincenzo Paduano, divenuto il suo ex da poco, non accettava la fine della loro relazione. Non mandava giù che Sara si stesse frequentando da poche settimane con un altro ragazzo. Così la notte del 29 maggio 2016 la pedina, ed è parcheggiato in auto quando lei esce dalla casa del suo nuovo amore e i due si baciano. Accecato dall’ira e dalla gelosia la segue in auto, fino a speronarla in via della Magliana dove ha luogo il massacro. Sara e Vincenzo discutono, alcuni automobilisti che passano di lì, in piena notte, pur vedendo i due animarsi e lei sbracciarsi per chiedere aiuto, non si fermano. Poco dopo accade il peggio: quando Sara cerca di scappare Paduano l’afferra da dietro e le stringe il collo, lei crolla a terra (già morta per strangolamento, dirà l’autopsia), lui la cosparge di liquido infiammabile che aveva in auto (da qui la premeditazione, seppur riconosciutagli con grave ritardo) e le dà fuoco. Dopo mesi di bugie ed omissioni, Paduano  a metà dicembre ha ammesso le sue responsabilità confessando l’omicidio ai magistrati. A una settimana dalla sua confessione il pm ha chiesto per il 27enne il rinvio a giudizio per omicidio premeditato.

Omicidio Gianna Del Gaudio: un altro efferato delitto che ha scosso l’opinione pubblica e segnato col sangue il 2016 è quello avvenuto a Seriate (Bergamo) la notte a cavallo fra il 26 e 27 agosto. Gianna Del Gaudio è un’insegnante di 63 anni in pensione, viene barbaramente assassinata nella cucina di casa: il killer l’ha colta di spalle, l’ha scaraventata a terra e sgozzata, quasi decapitandola, con un solo profondo fendente. E’ il marito a chiamare i soccorsi, ma solo 25 minuti dopo aver rinvenuto il cadavere. Antonio Tizzani, 68enne capostazione in pensione, è indagato a piede libero per l’omicidio, e sostiene che la moglie è stata uccisa da “un uomo incappucciato con le mani scure”, scappato via davanti ai suoi occhi, ma della cui presenza e/o passaggio sulla scena del crimine e dintorni, la magistratura ad aggi non ha trovato il benché minimo riscontro oggettivo.

Omicidio Giulia Ballestri: 39 anni, moglie e madre di due figli, massacrata a colpi di bastone il 16 settembre 2016, a Ravenna, in una villa disabitata di proprietà del marito, Matteo Cagnoni, stimato professionista fiorentino, noto anche come ‘dermatologo dei vip’. Giulia Ballestri si stava separando dal marito solo all’apparenza consensualmente, e aveva un’altra relazione. Cagnoni lo sapeva bene e l’avrebbe uccisa perché incapace di accettare questa realtà. Il medico è in carcere per il delitto ma si dichiara innocente. Insieme a lui è indagato a piede libero il padre, Mario Cagnoni: gli inquirenti ipotizzano infatti che l’uomo abbia aiutato il presunto assassino di Giulia Ballestri a ripulire la scena del crimine. Le indagini sono ancora in corso, e culmineranno molto probabilmente con il rinvio a giudizio per il marito della vittima.

Bambine uccise a Gela: l’ultimo sconvolgente caso di cronaca che citiamo è avvenuto pochi giorni fa. A Gela, città siciliana in provincia di Caltanissetta, Giuseppa Savatta, madre 41enne e insegnante di sostegno precaria, la mattina del 27 gennaio 2016 ha ucciso le sue due figlie di 7 e 9 anni per cause tuttora ignote, e ha tentato il suicidio. A impedirle di togliersi la vita il marito, l’ingegnere e professore 48enne Vincenzo Trainito che, rincasato con un po’ di anticipo rispetto al solito, ha trovato i corpi esanimi delle sue bambine e la moglie, in preda alla disperazione, intenta a bere della candeggina. Forse depressione, forse il timore di una separazione dal marito visti i recenti dissidi di coppia che l’uomo non ha negato ai magistrati. Solo ipotesi finora: piantonata in ospedale, la 41enne si mostra lucida e cosciente e nega di avere ucciso le sue figlie per paura di farle soffrire a causa di una presunta separazione dal loro papà. L’esito dell’autopsia è stato chiaro: le due vittime sono morte per “asfissia meccanica violenta”, strangolate dalla madre, e non avvelenate con la candeggina come invece ipotizzato in un primo momento. La donna è accusata di duplice omicidio aggravato.

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