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Omicidio Alessandro Neri nuova svolta investigativa: l’auto rottamata e due uomini sospetti, importanti novità

Omicidio Alessandro Neri: dopo una prima clamorosa svolta dello scorso gennaio, che ha visto l’arresto di sei persone, un nuovo importante passo avanti nelle indagini sull’omicidio del 29enne di Spoltore. Ne dà notizia la redazione online di Quarto Grado con questo post: “Delitto Neri: Sono compatibili le tracce dello pneumatico rinvenute nel luogo del delitto con l’auto Opel Meriva che fu trovata bruciata nelle ore dopo l’omicidio. La stessa auto sarebbe stata filmata da una telecamera vicino all’auto di Neri parcheggiata nel centro di Pescara”.

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Di quell’auto misteriosamente rottamata si parlò subito, nell’immediatezza delle indagini. Si sospettò che fosse stata distrutta proprio perché collegata in qualche modo al delitto e, dunque, da eliminare e con essa le eventuali prove del crimine. L’esito delle analisi del Ris potrebbe dunque portare ad una definitiva svolta nel caso. Sono infatti giunti da Roma i riscontri degli accertamenti svolti dalla Scientifica sulla Meriva rottamata. La vettura in questione fu data alle fiamme in zona Colli Innamorati a Pescara pochi giorni dopo il delitto di Neri, scomparso la sera del 5 marzo scorso e freddato con due colpi di arma da fuoco. Episodio sospetto su cui i carabinieri indagarono da subito, dopo avere recuperato i rottami dell’auto destinandoli ad accertamenti scientifici. Ebbene, dall’analisi dei reperti, in particolare dello pneumatico, sarebbe emersa una notevole compatibilità con le tracce di pneumatico trovate sul luogo del ritrovamento del cadavere, Fosso Vallelunga, zona periferica di Pescara. Mancherebbe la certezza assoluta ma la pista investigativa intrapresa sarebbe ormai delineata.

Foto tratta da Quarto Grado pagina Facebook:

Alla luce di quanto è emerso dalla analisi delle telecamere di videosorveglianza, a poca distanza dalla Fiat 500 rossa della vittima poi parcheggiata in Via Mazzini, si scorgerebbe un’automobile molto simile alla Meriva. Quell’auto ricondurrebbe a due soggetti ovvero il proprietario, un uomo conosciuto agli inquirenti per piccoli precedenti e, pare, vicino ambienti malavitosi del pescarese, ed un tassista, anche lui con dei precedenti, al quale il proprietario disse di aver prestato in quei giorni l’auto. Proprio sui due uomini, adesso, potrebbero concentrarsi le indagini.

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