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Omicidio Antonella Lettieri: Dna figlio Fuscaldo sotto unghie vittima, è lui il complice del reo confesso?

Omicidio Antonella Lettieri, si fa con il passare delle ore sempre più concreta l’ipotesi di un complice per Salvatore Fuscaldo, l’uomo reo confesso del delitto della commessa 42enne di Cirò Marina, massacrata in casa la sera dell’8 marzo. La versione del 50enne già da subito infatti non è stata ritenuta totalmente credibile dagli inquirenti, i quali l’avrebbero giudicata “non spontanea” e soprattutto dettata dalla presunta intenzione dell’indagato  di voler coprire qualcuno. Chi?

Non la moglie Caterina Avena, indagata a piede libero ma la cui posizione da giorni si sarebbe alleggerita, in quanto della sua presenza sulla scena del crimine non sarebbe stata trovata traccia. Nel mirino degli inquirenti vi sarebbe tuttavia un altro familiare di Fuscaldo: il figlio 26enne Gaetano, il cui Dna sarebbe stato rinvenuto sotto le unghie di Antonella Lettieri. A darne notizia stamani a Storie Vere, Andrea Biavardi, direttore del settimanale Giallo.

Come ci è finito lì quel Dna? Il giovane ha raccontato che quella sera si trovava con alcuni amici, i quali avrebbero confermato il suo alibi. Ora dovrà spiegare perché il suo profilo genetico si trova sotto le unghie della vittima. Biavardi ha inoltre riferito che su alcuni indumenti puliti di Antonella Lettieri, trovati riposti nell’armadio, le analisi del Ris avrebbero accertato la presenza del profilo genetico del killer reo confesso.

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Il figlio minore di Fuscaldo, inoltre, sentito nell’immediatezza del delitto così come altre persone informate dei fatti, avrebbe riferito agli inquirenti che il padre l’8 marzo alle ore 20:30 stava guardando in sua compagnia un film d’azione sul divano. Ipotesi inverosimile se si considera infatti che la vittima è stata massacrata dopo le 20:20, come provano le telecamere che riprendono la donna rincasare a bordo della sua auto alle 20:17. Fuscaldo ha infatti detto di averla attesa in casa, e uccisa dopo un violento litigio. Impossibile per l’uomo riuscire, in meno di dieci minuti e da solo, a commettere il delitto, inscenare la rapina, tornare a casa, lavarsi e alle 20:30 trovarsi sul divano con il figlio.

Intanto le indagini vanno avanti senza sosta: proprio in questi minuti infatti sarebbe stato rinvenuto il tubo di ferro lungo 50 km con cui Fuscaldo ha detto di avere massacrato la povera vittima. Lo fa sapere Quarto Grado sulla sua pagina Facebook:

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