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Omicidio Elena Ceste: Michele Buoninconti fa ipotesi sulla morte di Elena, perché?

Continuano le indagini sulla morte di Elena Ceste. A quasi un anno dalla scomparsa della donna, il giallo non sembra trovare soluzione, e unico sospettato di omicidio, iscritto nel registro degli indagati, rimane il marito Michele Buoninconti. Prende sempre più terreno la pista di un killer sconosciuto, esterno al nucleo famigliare, e presumibilmente, in teneri rapporti con Elena, o invaghito di lei.

Esclusa la causa del suicidio, ed altre, come il decesso per arma da taglio che abbia perforato alcuni organi, arma da fuoco, e annegamento, ne rimangono solo due, il soffocamento e l’assideramento. E proprio quest’ultimo sarebbe stato individuato da Michele Buoninconti come il motivo della morte della moglie. Lo avrebbe confessato il pompiere al medico legale Rita Celli.

Elena sarebbe dunque morta di freddo, assiderata, come Yara Gambirasio, in una fredda notte di gennaio. Il corpo nudo a contatto con l’acqua gelida del Rio Merso, il canale di scolo dove è stato rinvenuto il suo cadavere, non avrebbe retto l’ipotermia. Per quanto l’ipotesi del killer estraneo e quella del soffocamento appaiano le più plausibili, quella dell’assideramento non sarebbe da escludere. Il punto è: perché Michele ne ha fatto menzione? Era sincero o avrebbe cercato di sviare le indagini?

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