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Omicidio Elisa Pomarelli: killer reo confesso chiede perizia psichiatrica ma depistò indagini

Omicidio Elisa Pomarelli, morte per strozzamento. Questo dicono – confermando le terribili ipotesi della magistratura – le prime risultanze della autopsia eseguita sul corpo della 28enne di Borgotrebbia uccisa lo scorso 25 agosto da quello che reputava essere il suo fidato amico, Massimo Sebastiani. L’esame è stato effettuato all’Istituto di Medicina legale di Pavia, tra un mese l’esito completo di tutti gli accertamenti compiuti sulla salma.

Si cerca intanto il cellulare della vittima, che potrebbe dare un utile contributo alle investigazioni. l killer reo confesso ha riferito di averlo gettato tra i campi di Cerreto Landi, ma il dispositivo non è ancora stato ritrovato. Secondo quanto emerso, pare che il telefonino abbia agganciato per l’ultima volta la cella di Cadeo e che poco prima di spegnerlo sia partita per errore una video chiamata diretta a un’amica di Elisa. Sebastiani avrebbe inviato messaggi ad Elisa, dopo averla uccisa, per depistare le indagini. “Scusa se mi sono arrabbiato Taty, rispondi al telefono”, si legge in uno di essi. Su di lui gravano al momento le accuse di omicidio e occultamento di cadavere. Per lui, l’avvocato Maurio Pontini ha chiesto una perizia psichiatrica.

Massimo Sebastiani ha sì confessato il delitto di Elisa Pomarelli, senza tuttavia spiegare il motivo. Sapeva bene che il suo amore per la ragazza non era corrisposto e mai prima del giorno del delitto avrebbe tentato un approccio sessuale nei suoi confronti. Era ossessionato da Elisa: “Voglio capire perché l’ho uccisa, non riesco a capire perché. Lei per me era la vita, era tutto”, dice adesso, disperato. Roberta Bruzzone, incaricata dal difensore di Sebastiani di effettuare la succitata perizia, ha incontrato il 45enne nel carcere di Novate, a Piacenza, dove è rinchiuso. “Oggi è stato sollevato nel parlare con me … È una persona che desidera poter capire. L’incontro è andato bene, ha innumerevoli problematiche che oggi ho esplorato in maniera molto approfondita. È molto pentito, ma è stato molto peggio nel periodo precedente al delitto, in cui viveva una situazione che dipendeva dal rapporto con Elisa, rapporto che aveva creato un profondo malessere psicologico. Quando ci sono questi ingredienti è difficile che una relazione finisca bene. Sono rapporti pericolosi quando c’è una sproporzione di questo tipo”, queste le parole della criminologa all’Adnkronos.

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