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Omicidio Garlasco, Alberto Stasi presenta ricorso straordinario in Cassazione: “Errore di fatto” dei giudici

Delitto Chiara Poggi: Stasi presenta ricorso straordinario in Cassazione

Omicidio Garlasco ultime notizie: Alberto Stasi – condannato in via definitiva per il delitto della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007 – ha presentato un ricorso straordinario in Cassazione contro la sentenza emessa il 12 dicembre 2015 con cui è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere, che sta attualmente scontando a Belluno.

I suoi avvocati in riferimento all’articolo 625 bis del codice di procedura penale, chiedono la revoca della sentenza per ‘errore di fatto’ – nell’atto, firmato dallo stesso Stasi il 3 dicembre 2016, si parla di una “svista” da parte della Suprema Corte – sostenendo che i giudici dell’appello bis non avrebbero riascoltato, come invece previsto, i testimoni assunti come fonti di prova in primo grado. Ciò avrebbe prodotto “un processo non equo”; un ‘errore’ “che ha inciso in maniera determinante” sulla decisione della Corte e che ha avuto “ripercussioni drammatiche” per la vita del 34enne condannato.

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Alberto Stasi chiede l’annullamento della condanna a 16 anni a suo carico

Alberto Stasi e i suoi avvocati chiedono dunque l’annullamento con rinvio e, in caso positivo, di “sospendere gli effetti del provvedimento”, ossia di tornare libero fino alla nuova decisione definitiva. La prima sezione della Cassazione ha fissato l’udienza per discutere del ricorso straordinario il prossimo 27 giugno.

Alberto Stasi e l’avvocato Angelo Giarda nel ricorso straordinario fanno riferimento a una ventina di prove che avrebbero dovuto essere riassunte in appello; tra queste anche le testimonianze dei periti “sul Dna della vittima rinvenuto sui pedali della bicicletta in uso a Stasi”, sugli “accertamenti scientifici svolti sul dispenser del sapone”, “sulla collocazione temporale della morte di Chiara Poggi”, sullo “stato di essiccazione del sangue in casa Poggi”, sugli “accertamenti svolti sulle suole delle scarpe Lacoste in uso a Stasi”, sulla “possibilità di rilasciare eventuali residui ematici sui tappetini dell’auto di Stasi”.

Si parla inoltre dei succitati testimoni del processo di primo grado che avrebbero dovuto essere riconvocati anche in Appello. Tra questi il medico del 118 e la vicina di casa dei Poggi, Franca Bernani, che raccontò di una bicicletta appoggiata al muretto fuori da casa della famiglia Poggi, dove si è consumato l’orrendo crimine.

Omicidio Garlasco: Alberto Stasi parla di “errore” dei giudici della Cassazione

Stasi nel suo ricorso in Cassazione parla di “un errore materiale” dei giudici della Suprema Corte, nonché di “una disattenzione di ordine meramente percettivo (errore di fatto) causata da una svista o da un equivoco, la cui presenza sia oggettivamente rilevabile in base al semplice controllo del contenuto del ricorso o degli atti cui lo stesso faccia specifico e puntuale riferimento”.

In sostanza per Alberto Stasi i giudici della Cassazione non si sarebbero accorti di ciò che invece avrebbero dovuto “facilmente constatare anche solo dalla lettura della sentenza della Corte d’Assise”, ovvero che “nessuna delle prove dichiarative (del processo di primo grado che assolse l’imputato ndr) assunte in primo grado veniva fatta oggetto di riassunzione in secondo grado”. “Si assisteva dunque” – recita il ricorso – “a un ribaltamento della valutazione operata dal primo giudice su prove dichiarative che avevano avuto ad oggetto elementi probatori decisivi ai fini della pronuncia assolutoria, senza che tali prove dichiarative venissero nuovamente assunte e basando l’esito decisorio di condanna unicamente su di un mero riscontro cartolare delle stesse, che convinceva essenzialmente della loro inattendibilità. Stasi e il suo avvocato concludono scrivendo che “nell’appello bis ci fu una rinnovazione del dibattimento che però non ebbe ad oggetto le testimonianze del primo grado”.

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