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Omicidio Garlasco Andrea Sempio, il giallo dello scontrino: perché lo consegnò così tardi?

Andrea Sempio: ci sarà la revisione del processo sul delitto di Chiara Poggi?

Andrea Sempio è il 28enne di Garlasco indagato da dicembre come atto dovuto dalla procura di Pavia, che accogliendo l’esposto della famiglia Stasi ha avviato un’inchiesta bis sull’omicidio di Chiara Poggi. Sappiamo che Sempio, che proprio di recente intervistato a Quarto Grado si è detto completamente estraneo alla vicenda, è finito nel mirino degli inquirenti perché a quasi dieci anni dal delitto di Chiara, le indagini difensive condotte dai legali di Stasi sono riuscite ad identificare il Dna rinvenuto all’epoca dei fatti sulle unghie della vittima, che apparterrebbe al ramo maschile della famiglia Sempio.

Alberto Stasi, fidanzato di Chiara, è stato condannato in via definitiva a 16 anni nel dicembre 2015, ma dal carcere in cui è rinchiuso da più di un anno grida la sua innocenza. Gli avvocati Giarda che lo difendono si sono detti fermamente convinti della sua innocenza e decisi a chiedere quanto prima (il tempo di conoscere l’esito delle indagini a carico di Sempio) la revisione del processo, sebbene di recente il tribunale di Brescia si sia espresso negativamente in merito, dopo la richiesta del tribunale di Milano di valutare l’ipotesi di una riapertura del procedimento ed annullare la condanna di Stasi.

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Il giallo dello scontrino: perché Sempio lo consegnò 14 mesi dopo il delitto?

Perché si parla tanto dello scontrino che Sempio consegnò agli inquirenti? Non tanto per il biglietto in sé, quanto piuttosto per il comportamento adottato dal giovane all’epoca delle indagini. Come lo stesso Sempio venerdì scorso ha dichiarato a Nuzzi, durante la puntata di Quarto Grado, “Dopo qualche giorno dall’omicidio, dalla mia macchina spunta fuori questo scontrino, io ero stato già sentito e mamma mi consiglia di tenerlo, visto che c’è stato un omicidio meglio conservare questo scontrino”. 

Lo scontrino segna le ore 11:18 ed è il ticket di un parcheggio a Vigevano, dove il ragazzo si sarebbe trovato la mattina del 13 agosto 2007. Una sorta di alibi per l’ora del delitto non richiestogli – giacché Sempio non fu mai sospettato di alcun coinvolgimento nell’omicidio né indagato – dai magistrati, che il giovane consegnò solo 14 mesi dopo l’accaduto. Perché aspettare tanto? Questo è l’aspetto poco chiaro che desta i sospetti della magistratura e degli avvocati di Alberto Stasi. Lo scontrino pare fosse in perfette condizioni, non sgualcito, ben conservato.

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Andrea Sempio aveva i capelli lunghi all’epoca del delitto: un cambio di look casuale o voluto?

Se sull’impronta parziale di scarpa rinvenuta sul pavimento imbrattato di sangue nella villetta del delitto i giudici della Cassazione si sono espressi chiaramente, attribuendo quella traccia al piede di Stasi che calza numero 42, non sono dello stesso avviso i difensori del ragazzo. Per loro infatti quell’impronta sarebbe compatibile con il piede di Sempio, che invece a Quarto Grado ha dichiarato di calzare 44, anche quando Chiara Poggi fu uccisa.

C’è poi il giallo dei capelli lunghi e castani, 36 per l’esattezza, rinvenuti sulla scena del crimine e mai attribuiti perché senza bulbo. I giudici, vista la lunghezza e il colore, ipotizzarono appartenessero a Chiara Poggi. Da un’indiscrezione del settimanale Giallo, però, è emerso che Sempio, che oggi porta i capelli cortissimi, quasi rasati, nel 2007 quando la Poggi fu uccisa li aveva lunghi. Lunghi alle spalle, lisci e castani. Altro elemento sospetto che probabilmente la Procura sarà chiamata a chiarire: il suo è un cambio di look strategico o del tutto casuale?

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