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Omicidio Garlasco: Andrea Sempio si mostra in volto e parla di Alberto Stasi e Chiara Poggi

Andrea Sempio si fa intervistare da Gianluigi Nuzzi a Quarto Grado

Dopo settimane di silenzio nonostante il suo nome apparisse in tutte le testate giornalistiche italiane accanto alla definizione “nuovo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi”, Andrea Sempio ha deciso di parlare, di difendersi dal macigno mediatico che lo sta affliggendo. Catapultato dall’oggi a domani in una vicenda che, lo ha più volte ribadito, lo vede totalmente estraneo, il 28enne ha scelto la trasmissione Quarto Grado per raccontare la sua verità, accettando di farsi intervistare in esclusiva da Gianluigi Nuzzi, ospite in studio del giornalista. Accanto a lui il padre, e la telecamera che lo inquadrava in volto. Anche se poca emozione il ragazzo ha lasciato trasparire.

Andrea Sempio, serio, controllato, evidentemente provato dalla situazione, ha mantenuto per tutta la durata dell’intervista un atteggiamento di algido distacco, limitandosi a replicare alle domande che gli venivano rivolte, pesando le parole e nel contempo fornendo dettagli relativi a dieci anni fa, quando Chiara Poggi, la sorella del suo amico Marco, fu barbaramente assassinata nella villetta di via Pascoli a Garlasco, che lui era solito frequentare “due volte alla settimana”.

Andrea Sempio accusa la stampa

“Io so che cosa vuol dire sentire in tv e sui giornali cose non vere. So cosa significa essere innocente e essere invece ritenuto un colpevole. So cosa vuol dire ricevere insulti e minacce. Non ho seguito la vicenda giudiziaria di Alberto Stasi per cui, non conoscendolo, non mi schiero e non so dirvi se è colpevole o innocente. Ma se fosse innocente, saprei dirvi come si sentirebbe, visto che io l’ho provato sulla mia pelle” così Sempio nell’evidenziare come con facilità talvolta leggendo le notizie sui social, e per colpa di certa stampa, si faccia di un innocente “un mostro”. Solidarietà ad Alberto Stasi, dunque, che più e più volte ha dichiarato di non voler giudicare “perché non lo conosco, non ho mai seguito attentamente questa vicenda giudiziaria e a casa di Chiara non l’ho mai incontrato né visto di sfuggita”.

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Come è possibile che il suo Dna sia finito sotto le unghie della vittima? Andrea Sempio non se lo spiega: “Io non sono un tecnico, questo non lo so e non lo potrò mai sapere … Posso dire che io usavo lo stesso computer di Chiara, stavo spesso in camera sua, andavo due volte a settimana in casa sua. Non ho però avuto, giorni prima dell’omicidio, contatti con lei. Non l’ho abbracciata, non ci siamo stretti la mano”. Quando Nuzzi gli chiede “Chiara ti piaceva, la trovavi bella?’, Sempio ha risposto, senza far trasparire un minimo di emozione: “Sì, era una bella ragazza, era avvenente, ma tra me e lei sempre e solo rapporti di cortesia perché la incontravo quando entravo in quella casa”.

Il giallo dello scontrino: la spiegazione di Andrea Sempio

Andrea Sempio, com’è noto, un anno e due mesi dopo l’omicidio di Chiara Poggi si recò spontaneamente dai carabinieri per consegnare uno scontrino. Un ticket di un parcheggio che collocherebbe a suo dire lui e la sua auto a Vigevano, il 13 agosto 2007 (giorno del delitto) alle ore 11:20. Una sorta di prova in suo favore – sebbene non fosse accusato di niente – che avrebbe dovuto confermare il suo alibi per la mattina del delitto. Una ‘prova’ posticcia e non rchiesta, consegnata in ritardo, e che ora è al vaglio della procura di Pavia che sta indagando su di lui.

Ecco come il ragazzo ha spiegato la questione: “Dopo qualche giorno dall’omicidio, dalla mia macchina spunta fuori questo scontrino, io ero stato già sentito e mamma mi consiglia di tenerlo, visto che c’è stato un omicidio meglio conservare questo scontrino”. Poi la decisione di consegnarlo, ma 1 anno dopo il delitto. Perché?

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