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Omicidio Garlasco, oggi sentenza Cassazione: Stasi rischia 30 anni di carcere

Oggi, venerdì 11 dicembre, la Corte di Cassazione si pronuncerà sul delitto di Garlasco, emettendo sentenza definitiva dopo 8 anni di processo di una delle più controverse vicende giudiziarie del nostro Paese.

Alberto Stasi, oggi commercialista 32enne, dopo essere stato assolto in primo e secondo grado, il 17 dicembre 2014 viene condannato con rito abbreviato in appello bis a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Stasi, all’epoca dei fatti fidanzato con la vittima, si è sempre dichiarato innocente e “vittima di un errore giudiziario”.

Tre le vie possibili per l’imputato: l’assoluzione, la conferma della condanna a 16 anni di carcere o una condanna più dura, a 30 anni, in caso gli venisse riconosciuta anche l’aggravante della crudeltà, come chiesto dal procuratore generale di Milano Laura Barbaini.

Oggi la sentenza di condanna a 16 anni emessa dalla Corte d’Appello di Milano quasi un anno fa, sarà discussa dai giudici della quinta sezione della Cassazione, che emetteranno il verdetto definitivo sulla vicenda, decidendo se accogliere il ricorso della difesa di Stasi, che aveva chiesto l’annullamento senza rinvio, o rigettarlo e confermare la richiesta della procura generale di una condanna maggiore con riconoscimento dell’aggravante della crudeltà. In quest’ultimo caso Alberto Stasi sarebbe immediatamente tradotto in carcere.

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