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Omicidio Gianna Del Gaudio, arma delitto: si fa strada la pista della simulazione

Le ultime novità dalle indagini sull’omicidio di Gianna Del Gaudio le ha date poco fa l’inviata di Pomeriggio 5, in collegamento da Seriate e in possesso di una indiscrezione molto importante.

Gli inquirenti starebbero ipotizzando che il ritrovamento del taglierino insanguinato, nonché arma del delitto, e dei guanti bianchi in lattice contenuti nel sacchetto di plastica delle mozzarelle non sarebbe stato casuale. Si parlerebbe infatti di “simulazione”: qualcuno dopo il delitto avrebbe riposto quegli oggetti nella siepe della villetta distante 600 metri da quella dove è avvenuto il delitto proprio con lo scopo di farli ritrovare, per far ricadere la colpa di quanto accaduto su qualcun altro.

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Il luogo del ritrovamento è infatti molto vicino alla villetta in cui abita l’altro figlio della vittima, Mario Tizzani, e i suoi ex suoceri con i quali non ha buoni rapporti. Questa pista investigativa starebbe di ora in ora facendosi sempre più concreta. Si è appreso inoltre che il Dna maschile di Ignoto 1, rinvenuto sul taglierino, non si troverebbe sui guanti in lattice, contrariamente a quanto la logica investigativa invece ipotizzava, se chi ha impugnato quell’arma è la stessa persona che indossava i guanti.

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