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Omicidio Gianna Del Gaudio news arma delitto, troppe incertezze: perché Antonio Tizzani resta libero

Delitto Seriate poche certezze dalle indagini: Antonio Tizzani resta libero

A quasi sei mesi dall’efferato omicidio di Gianna Del Gaudio non è stato identificato il nome del colpevole di questo terribile crimine. Sappiamo che l’unico indagato a piede libero per l’omicidio è Antonio Tizzani, marito della vittima, sempre dichiaratosi innocente e totalmente estraneo alla vicenda omicidiaria. A suo carico nessuna prova schiacciante di colpevolezza, ma solo qualche elemento indiziario e diverse contraddizioni nella sua ricostruzione sulla sera dell’omicidio, che non collimerebbe in toto con la dinamica dei fatti ricostruita finora dagli inquirenti, sulla scorta dei reperti rinvenuti nella villetta di Seriate dove è avvenuto l’omicidio.

Nessun provvedimento restrittivo nei confronti di Antonio Tizzani, dunque, perché nessun elemento concreto di colpevolezza a suo carico è stato finora trovato. Proprio il figlio minore dell’uomo, Paolo Tizzani, in un recente sfogo al settimanale Giallo aveva dichiarato: “Se davvero sono sicuri che ad uccidere mia madre sia stato mio padre, allora cosa aspettano?”, alludendo al fatto che gli inquirenti a suo dire starebbero indagando solo in un’unica direzione che porta appunto al padre, e comunque alla ‘pista familiare’.

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Gianna Del Gaudio: la traccia sulla lama del taglierino

Come anticipatovi, ieri pomeriggio sono emerse le prime indiscrezioni sulle indagini effettuate dai Ris di Parma sul taglierino presunta arma del delitto, rinvenuto i primi giorni di ottobre, dentro un sacchetto di plastica contenente anche dei guanti in lattice, sotto una siepe di recinzione a Seriate, a pochi isolati di distanza dal luogo del delitto.

Su quel cutter era stata rinvenuta una traccia mista di Dna, si era detto inizialmente appartenente a Tizzani e Gianna Del Gaudio, anche se ieri a La vita in diretta tale informazione è stata parzialmente smentita dall’inviato della trasmissione, secondo cui sulla lama del cutter in realtà di Tizzani non vi sarebbe traccia. In attesa che arrivi conferma dalla Procura, c’è tuttavia ancora tanto da dire su quella traccia genetica: non è stato infatti ancora accertato se trattasi di sangue, saliva o sudore.

Poco chiara inoltre la natura di quella traccia; potrebbe infatti trattarsi di una ‘contaminazione‘, di una traccia trasferita sul cutter da un altro oggetto e non finita sulla lama dello stesso per via diretta.

Arma del delitto: poche certezze e molti dubbi anche sul taglierino

Un’inchiesta, questa sull’omicidio di Gianna Del Gaudio, che in diversi mesi ha prodotto poche certezze anche sull’arma del delitto. Il Giorno riferisce infatti alcune indiscrezioni anche sul taglierino in questione: quel cutter sarebbe solo astrattamente compatibile” con la ferita alla gola che ha ucciso la ex insegnante in pensione, Gianna Del Gaudio, aggredita alle spalle e sgozzata con un fendente al collo. Un unico e letale taglio in diagonale, sferrato dall’alto verso il basso, che ha lesionato la vertebra della vittima uccidendola sul colpo.

La 63enne prima di essere uccisa potrebbe avere avuto una colluttazione con il suo assassino, in quanto durante l’esame autoptico il medico legale ha rinvenuto una ferita sul mento della vittima. Un particolare, questo, che smentirebbe Antonio Tizzani, che ha sempre detto di non essersi accorto dell’ingresso in casa del fantomatico “uomo incappucciato”, ma di averlo colto in flagranza solo a delitto avvenuto, quando la moglie giaceva già a terra senza vita.

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