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Omicidio Gianna Del Gaudio, parla il figlio: “Credo nell’innocenza di mio padre”

Dopo che la moglie Elena ha ammesso agli inquirenti e poi di fronte alle telecamere di avere inventato l’esistenza di un uomo incappucciato che questa estate l’avrebbe molestata citofonando alla porta nel cuore della notte per poi darsi alla fuga, il marito Paolo Tizzani, nonché figlio di Antonio e Gianna Del Gaudio, sgozzata nella sua villetta di Seriate, oggi per la prima volta ha rilasciato dichiarazioni a mezzo stampa.

“Sì, mia moglie aveva inventato tutto, voleva convincermi a non fare i turni di notte, a non lasciarla sola”, ha ammesso l’uomo. Paolo Tizzani la sera del delitto aveva cenato con la famiglia a casa dei genitori, che dista dalla sua circa 30 metri, in compagnia dell’altro fratello e la compagna. A suo dire la serata sarebbe stata tranquilla, ma dopo cena, andati via lui e suo fratello, due vicini di casa confermano di avere udito il padre e la madre litigare in maniera furiosa. Antonio Tizzani avrebbe urlato coma un matto – “Urla da TSO” –  lo confermerebbero anche dei ragazzi passati di lì dopo la mezzanotte.

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Una furiosa lite tra i coniugi prima del delitto, lite a cui però Paolo Tizzani non crede. “Sono convinto della innocenza di mio padre, altrimenti non lo avrei ospitato a dormire qui a casa da me” – ha detto – “però voglio la verità. Qualunque essa sia”. In merito alle ferite che la madre si sarebbe procurata cadendo, Paolo ha detto: “Mi ricordo che una volta doveva andare a lavoro ed è caduta in un punto dove a Seriate c’è un ponte, quella è l’unica volta che ho saputo che andò in ospedale … Mia madre comunque soffriva alle ossa, aveva l’osteoporosi, ed era molto fragile”.

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