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Omicidio Gianna Del Gaudio, taglierino sporco di sangue e guanti: importanti novità

Si complica il quadro delle indagini relative all’omicidio di Gianna Del Gaudio. Gli inquirenti stanno analizzando tutti i reperti rinvenuti nella villetta di Seriate dove l’ex insegnante 63enne è stata sgozzata la notte del 27 ottobre, in primis le tracce di sangue e le impronte umane rinvenute sull’arma del delitto e sui guanti bianchi in lattice trovati i primi di ottobre dentro un cespuglio, nel giardino di una villetta distante 5-600 metro dal luogo del delitti.

La comparazione tra quelle tracce – il sangue è della vittima ma le impronte non apparterrebbero al marito Antonio Tizzani, finora l’unico indagato per l’omicidio – e il profilo genetico dei familiari della vittima è in corso. Non solo: gli investigatori avrebbero prelevato il Dna anche ai soggetti maschili vicini di casa dei coniugi Tizzani, al fine di non lasciare intentata nessuna pista investigativa.

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Tra le piste al vaglio della magistratura – ne scrive L’Eco di Bergamo – quella che il sacchetto di plastica contenente il taglierino imbrattato di sangue e i guanti in lattice sia stato nascosto nella siepe dopo il delitto, quando i sigilli erano già stati posti sulla villetta dei Tizzani. Qualcuno (più di un testimone avrebbe riferito di avere visto in giardino Elena Foresti, nuora della vittima, moglie di Paolo Tizzani, la cui abitazione dista pochi metri da quella del delitto) si sarebbe introdotto in quella casa forse per recuperare quegli oggetti, uscendo poi dai garage sotterranei (questa l’ipotesi degli investigatori), e liberandosene tra i cespugli della siepe a 500 metri dalla scena del crimine.

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