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Omicidio Giulio Regeni: “Uccisi i killer del 28enne friulano”, trovati i documenti del ricercatore

Nel pomeriggio di ieri, 24 Marzo, il giornale egiziano filo governativo “El Watan” ha affermato che durante uno scontro a fuoco con la Polizia sono stati uccisi i componenti di una banda di sequestratori al Cairo. Secondo la testata i cinque uomini “sarebbero legati all’omicidio” di Giulio Regeni. Solo ipotesi, nessuna conferma ufficiale di un coinvolgimento. Ma nella serata lo scenario cambia drasticamente: la Polizia egiziana rinviene nell’abitazione di un componente legato alla banda i documenti del giovane ricercatore friulano.

Le forze di sicurezza egiziane hanno diffuso alcune foto dei documenti di Regeni rinvenuti nell’appartamento “legato” ai sequestratori. Sono stati informati delle novità anche gli investigatori italiani presenti sul luogo. A margine di un incontro gli inquirenti italiani hanno espresso forti dubbi sulla versione ufficiale e aspettano l’esito di nuove indagini.

Molta incertezza circonda la vicenda. Al quotidiano già citato, rispondeva giusto ieri un’altra testata filo governativa egiziana che sembrava allontanare qualsiasi collegamento tra i cinque della banda e l’omicidio di Giulio Regeni. La pista della criminalità comune sembra non trovare, al di là di questo nuovo risvolto, alcuna prova o motivazione. Inevitabili alcune considerazioni: perché la banda specializzata in sequestri ha avuto bisogno di torturare Regeni per dieci giorni? Perché conservare nell’abitazione i documenti dell’italiano? Circolano già alcune voci su una possibile montatura del caso.

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