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Omicidio Isabella Noventa, intervista esclusiva di UrbanPost alla criminologa Bruzzone: “La Cacco sa tutto”

di Michela BecciuÈ ancora avvolto dal mistero il caso relativo all’omicidio di Isabella Noventa. Il corpo della segretaria di Albignasego, scomparsa la notte dello scorso 16 gennaio, sembra sparito nel nulla. Non chiaro – alla luce delle indagini di questi mesi – il movente che avrebbe animato il piano omicida dei tre indagati per il delitto, Manuela Cacco, Freddy e Debora Sorgato.

UrbanPost ha parlato del caso di cronaca, tra quelli che hanno scosso maggiormente l’opinione pubblica italiana, con un’esperta in materia, la dottoressa Roberta Bruzzone. Ecco come la criminologa ha risposto alle nostre domande sul giallo di Padova e qual è la sua personale lettura del quadro indiziario a carico dei tre presunti colpevoli.

Alla luce del fatto che i tre indagati – eccezion fatta per le parziali ammissioni della Cacco – si siano trincerati dietro un complice silenzio, lei che idea si è fatta della vicenda?

“Guardi l’unica cosa chiara su questa vicenda è che Isabella Noventa sia stata assassinata in maniera lucida e premeditata, e che la ricostruzione offerta dai tre soggetti, in particolare dalla Cacco e da Freddy Sorgato, è totalmente menzognera. Perché l’ipotesi della fatalità, dell’incidente erotico, è totalmente surreale, priva di ogni tipo di riscontro … Tutto quello che è emerso da questa vicenda – compresa la fase del depistaggio – depone a favore dell’omicidio lucidamente premeditato e per un periodo abbastanza significativo. Quindi è altamente probabile che il corpo della signora Noventa non venga mai più ritrovato. Tant’è che la spiegazione offerta da Sorgato in merito all’incidente erotico, a mio avviso lascia presupporre che lui è sicuro che questo cadavere non salti più fuori per poterlo smentire, insomma”.

Qual è allora il movente di questo delitto? Chi e perché, fra i tre indagati, voleva morta Isabella Noventa?

“Guardi io credo, realisticamente, perché aveva scoperto qualcosa o sapeva qualcosa che poteva diventare problematico, che poteva riguardare Freddy e non solo. Io credo insomma che si tratti di qualcosa che riguarda gli interessi dei fratelli Sorgato …  Penso che per far luce su questa vicenda si debba approfondire il ‘giro di soldi’ che riguarda Freddy e Debora Sorgato”.

Lei è dunque propensa a ritenere attivo il ruolo di Debora Sorgato in questo piano delittuoso?

Quello che fino ad oggi è emerso dimostra chiaramente che la Sorgato ha avuto un ruolo attivo, probabilmente è stata proprio la regista principale di questa vicenda, anche l’esecutrice materiale del delitto. Ciò non mi stupirebbe. Ad oggi quello che è emerso a livello investigativo sembra aver dimostrato che Debora Sorgato abbia un’indole criminale abbastanza solida …

Dottoressa, e il ruolo di Manuela Cacco? È davvero all’oscuro di tutto o mente sapendo di farlo per depistare il lavoro degli inquirenti?

“Manuela Cacco sa tutto perfettamente, probabilmente non era presente al momento del delitto – questo sì possiamo concederglielo – ma sicuramente sa che cosa è successo…”

Sta fingendo di collaborare con gli inquirenti, quindi?

“Ovviamente sì. Una donna che accetta di indossare la giacca della sua diciamo ‘rivale in amore’, donna tanto odiata e disprezzata, di andare a farsi un giro in piazza, in pieno centro a Padova, con l’obiettivo chiaramente – perché non poteva non saperlo – di far credere che la Noventa fosse ancora in vita, può davvero sostenere di non saper nulla sulle sorti di questa donna?

Se, come anche lei sostiene, le probabilità di trovare il corpo della vittima sono pressoché nulle, è possibile che i capi d’accusa per i tre indagati siano destinati ad alleggerirsi in vista del processo?

“No. Con questo tipo di situazione no. Io mi sono occupata di altre due vicende di scomparse, di casi di omicidi senza corpo, la Benetti e la Piscaglia, sono consulente di entrambe le difese. La vicenda Benetti si è chiusa con l’ergastolo e il corpo non si è mai trovato, ed avevamo un quadro indiziario le assicuro non solido come quello nei confronti di questi tre (I fratelli Sorgato e la Cacco ndr); e la Piscaglia: siamo in fase di chiusura del processo e anche lì confido in una sentenza di condanna, e il corpo non si è trovato e non abbiamo nessun tipo di traccia se non comportamentale … Quindi le dico che con il quadro indiziario che c’è in questa vicenda (omicidio Noventa ndr) non penso francamente che si possano alleggerire le posizioni di questi tre”.

 

 

 

 

 

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