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Omicidio Isabella Noventa, motivazioni sentenza: il trio diabolico la voleva morta da tempo

Omicidio Isabella Noventa: un delitto organizzato nel dettaglio e premeditato dal trio diabolico formato da Freddy e Deborah Sorgato e dall’amica Manuela Cacco. I tre la volevano morta da tempo. La Corte d’assise d’appello di Venezia ha conferma le condanne dei tre presunti assassini della segretaria di Albignasego: i fratelli Sorgato e la ex tabaccaia di Camponogara, Manuela Cacco. Le motivazioni della sentenza emessa lo scorso 9 ottobre son state depositate e sviscerano nel dettaglio tutti gli indizi che l’accusa ha raccolto nei confronti degli imputati. Omicidio premeditato e soppressione di cadavere sono le accuse costate: 30 anni di reclusione inflitti ai fratelli Sorgato, alla Cacco 16 anni e 10 mesi. Il trio ha agito di comune accordo, attirando Isabella in una trappola e facendone sparire il corpo (mai ritrovato), secondo quanto emerge dall’inchiesta condotta dal pm Giorgio Falcone. La sera del delitto, 16 gennaio 2016, hanno preso parte tutti e tre alla messinscena in centro a Padova, quando la Cacco si fa inquadrare dalle telecamere mentre, vestita con gli abiti della Noventa – a quell’ora già morta – percorre un tratto di strada a piedi per far credere che la povera Isabella si fosse allontanata volontariamente. Un tentativo di depistaggio ordito fin nei minimi dettagli.

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Le telecamere, i tabulati telefonici e i gps delle auto di Freddy e Debora mostrano gli spostamenti dei tra complici prima e dopo l’omicidio. Tra la villetta di Noventa Padovana, (di proprietà di Freddy, presunta scena del crimine secondo il racconto fornito dalla Cacco) e il centro storico di Padova, dove Manuela Cacco è stata immortalata con addosso il giaccone di Isabella. Era la notte del 15 gennaio 2016 e Isabella aveva cenato con Freddy in un locale. Anche quella cena era nei piani del trio diabolico.

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“L’ho uccisa accidentalmente durante un gioco erotico”, disse Freddy, ma la Procura non gli ha mai creduto anche perché mai sono stati trovati i riscontri oggettivi al suo racconto. In realtà dove lui ha detto di aver gettato il cadavere, nelle acque del Brenta, del corpo non è stata trovata traccia. I tre condannati non hanno mai ceduto, non si sono mai pentiti. L’unica ad aver collaborato con gli inquirenti è la Cacco, secondo cui Debora avrebbe ucciso Isabella in casa di Freddy con una mazzetta. Un’arma mai ritrovata. Il movente del delitto manca, ma l’inchiesta ha fatto emergere che ognuno dei tre odiava Isabella per motivi propri, e che la voleva morta. Un movente collettivo della gelosia avrebbe indotto i tre a ordire l’omicidio. I fratelli volevano sbarazzarsi di Isabella, la Cacco, amante di Freddy e antagonista di Isabella che con l’uomo aveva una relazione, sebbene altalenante, ha accettato di aiutarli ma sarebbe entrata in scena dopo il delitto.

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