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Omicidio Isabella Noventa, nuova intercettazione inchioda Freddy: “Non è stata uccisa a casa mia”

Isabella Noventa: il pm smonta la versione dei fatti fornita da Freddy

Omicidio Isabella Noventa, è ripresa oggi 11 maggio in tribunale a Padova, la requisitoria del pm Giorgio Falcone iniziata lo scorso lunedì, e si concluderà probabilmente in serata con la richiesta delle condanne per i 3 imputati Freddy Sorgato, la sorella Debora e Manuela Cacco.

In queste ore si parla di nuove prove addotte dalla pubblica accusa contro Freddy, un’intercettazione che svelerebbe particolari inediti sul delitto e sul fatto che si sia trattato di un omicidio premeditato. Le prove della premeditazione in due inedite intercettazioni, che il pm Falcone durante la sua requisitoria ha tirato in ballo per accreditare ulteriormente i capisaldi dell’accusa.

Freddy Sorgato inchiodato da nuova intercettazione in carcere

Il Sorgato la scorsa estate sarebbe stato intercettato in carcere durante un colloquio con un’ex fidanzata che andò a trovarlo. I due parlano della villetta dell’uomo, sita in via Sabbioni a Noventa Padovana, presunta scena del crimine. Lui affronta questioni economiche e quando la donna gli dice che difficilmente potrebbe vendere quella villa, in quanto luogo in cui è stato compiuto un delitto, lui le risponde: “Non è mica stata uccisa qua… Il cadavere? Non lo troveranno mai”. 

Parole che dunque stridono con quanto asserito da Sorgato al momento dell’arresto e nel memoriale di 5 pagine consegnato al pm lunedì, in cui l’imputato ribadisce che Isabella è morta in quella casa durante un gioco erotico estremo che lui e la vittima erano soliti fare. Questa intercettazione potrebbe dunque creare non pochi problemi a Sorgato e smantellare radicalmente la sua versione dei fatti, cui gli inquirenti non hanno mai creduto e che ora passerà al vaglio dei giudici di Padova.

Omicidio Isabella Noventa: la verità di Freddy Sorgato, colpo di scena al processo

Durante le indagini infatti non venne trovata alcuna prova oggettiva del fatto che Isabella Noventa e Freddy Sorgato praticassero giochie erotici estremi, tant’è che la famiglia della vittima accusa oggi l’uomo di avere infangato con questa menzogna la memoria della povera Isabella. Il suo corpo non è mai stato ritrovato: Sorgato disse di averlo avvolto in un sacco e poi gettato nel Brenta, ma come sappiamo nonostante giorni e giorni di indagini del cadavere non fu trovata traccia e ad oggi non si ha idea di dove possa trovarsi, né il trio diabolico sembra intenzionato a rivelarlo.

Freddy Sorgato consegna un memoriale al pm

Queste le parole di Freddy nella memoria difensiva acquisita agli atti del processo: “Isabella è morta durante un gioco erotico. Ho cercato di soccorrerla, ma era inerme davanti a me. Fui assalito dal panico e dalla paura restai paralizzato… rappresentava una grave minaccia per la mia esistenza così mi disfai del corpo mettendolo in un sacco e gettandolo nel fiume […]  Quell’incidente ha segnato la mia strada in modo irreparabile… A Isabella non potevo fare del male per nessuna ragione al mondo”. Freddy poi precisa: “Sono una persona molto riservata e trovo difficile parlare di me… Ho ritenuto di rivolgermi ad una persona obiettiva come lei… per poter dare così una direzione sensata alla situazione e poter giudicare al meglio”.

 

 

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