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Omicidio Isabella Noventa: stordita prima di essere uccisa, emergono due prove schiaccianti

Omicidio Isabella Noventa: la segretaria di Albignasego sarebbe stata stordita un taser prima di essere uccisa. Questo l’ennesimo crudele dettaglio emerso sulla ricostruzione del delitto della segretaria di Albignasego, scomparsa la notte a cavallo tra il 16 e 17 gennaio 2016, il cui corpo non è stato mai ritrovato.

Ne è convinto anche il fratello della vittima, Paolo Noventa, che esclude in maniera categorica il gioco erotico quale causa del suo decesso, come ribadito ai giudici da Freddy Sorgato. “Mia sorella prima di essere colpita alla testa è stato stordita con un taser”, queste le sue parole, dopo l’evidenza della premeditazione del delitto emersa dalle parole di due testimoni che inchiodano Freddy Sorgato e Manuela Cacco. Il primo infatti un mese prima dell’omicidio di Isabella chiese ad un amico tecnico informatico, di riparargli “un aggeggio elettronico che genera corrente”. Lo stesso strumento che gli venne sequestrato dopo l’arresto.

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Pochi giorni dopo, il 17 dicembre 2015, la tabaccaia veneziana chiede informazioni ad un amico di famiglia sulla possibilità di detenere un dissuasore elettrico da custodire in negozio, perché “c’è brutta gente che gira”. Queste sono due prove importanti – confermate dai testimoni chiamati in causa – in mano all’accusa per dimostrare la premeditazione dell’omicidio. Il trio diabolico rischia l’ergastolo, anche perché né durante le indagini né durante il processo, si è mostrato collaborativo con gli inquirenti e con i giudici.

 

 

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