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Omicidio Lidia Macchi news, Binda si dichiara innocente: “Attendo che tutto si chiarisca”

Paola Bettoni, madre di Lidia Macchi, la studentessa stuprata e uccisa nel Varesotto il 5 gennaio 1987 con 29 coltellate, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Il Corriere della Sera, ed ha parlato di Stefano Binda, il presunto assassino della figlia arrestato nei giorni scorsi: “Binda venne insieme a don Giuseppe Sotgiu. Erano legatissimi, i due, e in particolare il sacerdote era in ottimi rapporti con mia figlia. Binda rimase per cena. Gli preparai una torta di mele. Com’era? Quel ragazzo era gentile ed educato, ecco com’era. Era addolorato e disperato per quanto appena successo”.

Per il delitto della ragazza venerdì scorso – dopo quasi 30 anni – è stato arrestato Stefano Binda, ex compagno di liceo e del gruppo di Comunione e Liberazione della vittima, incastrato da una lettera anonima recapitata ai familiari della giovane, proprio nel giorno del suo funerale. Il Gip nella ordinanza di arresto parla di un “soggetto arrogante”, “un intellettuale dannato”, disoccupato da sempre, dedito all’uso di droga e mantenuto dalla madre e dalla sorella.

Stefano Binda, che si professa innocente e dichiara senza scomporsi “Attendo che tutto si chiarisca”, sarà interrogato domani, martedì 19 gennaio, dal gip Anna Giorgetti, e potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere. Le indagini tuttavia non sono ultimate: esiste infatti la possibilità che il procuratore generale di Milano, Carmen Manfredda, che nel 2015 ha riaperto il caso, disponga la riesumazione della salma di Lidia Macchi per verificare l’eventuale presenza del Dna del presunto assassino. Ma sono passati 29 anni, e le possibilità di trovare tracce biologiche sembrano alquanto remote.

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