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Omicidio Lidia Macchi news: Pg Milano dispone riesumazione salma

Il Procuratore generale di Milano, che si sta occupando della riapertura del caso sull’omicidio di Lidia Macchi, la studentessa 20enne stuprata e uccisa il 7 gennaio 1987 nel Varesotto, sarebbe intenzionato a chiedere, a quasi 30 anni dal delitto, la riesumazione della salma della ragazza. Ne dà notizia TgCom 24.

Si tratta di un passaggio imprescindibile per giungere alla verità e ad una possibile svolta definitiva nelle indagini: lo scopo della riesumazione è infatti quello di rinvenire nei resti di Lidia qualche eventuale traccia di materiale biologico del killer da comparare con il Dna prelevato ieri a Stefano Binda, suo ex compagno del liceo arrestato nei giorni scorsi in quanto accusato dell’omicidio.

L’uomo, 47enne laureato in Filosofia, proprio ieri in carcere a Varese si è rifiutato di rispondere agli inquirenti, il gip Anna Giorgetti, e il sostituto procuratore generale, Carmen Manfredda, i quali nei prossimi giorni avrebbero intenzione di provare nuovamente ad interrogarlo. Si dice sereno e fiducioso nella giustizia, Binda, che al momento dell’arresto ha dichiarato di essere assolutamente innocente ed estraneo alla vicenda.

Intanto Paola, madre della vittima, lancia un appello ed invita chiunque sappia qualcosa a farsi avanti e parlare. La donna si rivolge in particolar modo alla cerchia di Comunione e liberazione, di cui facevano parte Lidia e il suo presunto assassino, e a don Giuseppe Sotgiu, da sempre amico stretto di Binda che al tempo delle indagini gli avrebbe offerto un falso alibi, dicendo agli inquirenti che Binda si trovava in montagna il giorno in cui Lidia fu uccisa.

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