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Omicidio Lidia Macchi, svolta dopo 30 anni: arrestato ex compagno di liceo

Clamorosa svolta – dopo quasi 30 anni – nel caso relativo all’omicidio di Lidia Macchi, la studentessa 19enne di Varese massacrata con 29 coltellate il 5 gennaio 1987, e ritrovata in un bosco alla periferia di Cittiglio. All’alba di oggi, 15 gennaio, su richiesta della procura di Milano è stata infatti arrestata una persona sospettata di avere commesso il delitto: si tratterebbe di Stefano Binda, ex compagno di liceo della vittima.

Secondo l’accusa, il sospettato sarebbe il firmatario di una lettera anonima recapitata alla famiglia Macchi il 9 gennaio dell’87, giorno dei funerali della studentessa uccisa. La missiva, intitolata “In morte di un’amica”, conteneva dettagli sulla scena del crimine che solo gli inquirenti potevano conoscere, oltre all’assassino di Lidia. Se l’intuizione investigativa degli inquirenti si dimostrasse corretta, il ‘cold case’ irrisolto da 30 anni potrebbe giungere davvero ad una svolta, in virtù del fondamentale contributo dato alle indagini dalle nuove tecnologie in uso agli inquirenti.

L’uomo arrestato è laureato in Filosofia, conosceva la studentessa uccisa e avrebbe anche frequentato sporadicamente la sua casa. Come lei frequentava l’ambiente di Comunione e Liberazione, e finora non era entrato nelle indagini in quanto mai sospettato. Dalle indiscrezioni emerse, sarebbe stata una perizia calligrafica ad incastrarlo.

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