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Omicidio Lidia Macchi, ultime notizie a Quarto Grado: il mistero della borsa scomparsa

Chi è Stefano Binda? Chi è questo intellettuale misogino abile con le parole, colto, e capace di catalizzare l’attenzione, agli arresti con l’accusa di essere stato lui, il 5 gennaio 1987, ad uccidere Lidia Macchi? Questi alcuni degli interrogativi cui si cercato di dare una risposta nella puntata di Quarto
Grado in onda stasera, venerdì 22 gennaio.

La studentessa 21enne fu violentata e massacrata con 29 coltellate, e ritrovata il 7 gennaio da alcuni amici, il suo corpo esanime coperto da alcuni cartoni, nei pressi di un boschetto di Cittiglio, nel Varesotto. Il giorno in cui fu uccisa era nervosa: alle 15,30 e poi dopo un’ora ricevette due strane telefonate, quindi uscì di casa in tutta fretta, pur essendo di malumore, e andò a trovare un’amica all’ospedale. Fuori dal nosocomio in serata ebbe l’incontro con il suo assassino, che per gli inquirenti è Binda.

Stefano Binda è in carcere a Varese, fortemente sospettato di avere ucciso, quasi 30 anni fa, l’amica ex compagna di liceo. Contro di lui una perizia calligrafica su una lettera anonima (“In morte di un’amica”) indirizzata alla famiglia della vittima. E tanti misteri insoluti. In primis il falso alibi fornitogli dagli amici all’epoca dei fatti, e lo spettro di uno più complici che lo avrebbero aiutato nelle fasi successive al presunto delitto.

Ancora, la misteriosa sparizione della borsa di Lidia, dalla quale la ragazza non si separava mai; borsa andata perduta benché fosse stata rinvenuta nel luogo del delitto, repertata e allegata agli atti dell’inchiesta. Come è possibile che non si trovi più? Indagini mal fatte, sciatteria nel conservare i reperti e superficialità investigative che ad oggi, dopo quasi 30 anni, non hanno permesso di ricostruire la verità sul caso. Per questo, è stato confermato durante la diretta, esiste la concreta possibilità che la salma della studentessa venga riesumata.

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