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Omicidio Loris Stival, Veronica Panarello: nuovi terribili particolari sulla morte

Sta facendo il giro del web l’indiscrezione riguardante Veronica Panarello di cui nelle scorse ora ha dato notizia il quotidiano Libero, e che vi riportiamo per dovere di cronaca, essendosi UrbanPost sempre occupato pedissequamente del caso relativo all’omicidio del piccolo Loris Stival. La 28enne, condannata in primo grado a 30 anni di carcere lo scorso 17 ottobre, in una intervista a Libero ha ribadito la sua innocenza e rivelato ulteriori agghiaccianti particolari relativi alla terribile morte del figlio di 8 anni, del cui omicidio, nonostante la magistratura l’abbia riconosciuta unica colpevole, continua ad accusare il suocero, Andrea Stival.

“Che mio figlio lo avessi portato a scuola, era ciò che ricordavo fino a un primo momento. Poi Loris che non sta fermo e minaccia di dire certe cose a mio marito, Loris che muore soffocato nella sua cameretta, Loris che cade a terra vicino al letto, Loris che grida fortissimo: tutto questo è grosso modo quello che è avvenuto. È la verità. Io ho soltanto omesso di dire chi c’era in casa con me in quel momento”, spiega la Panarello in un messaggio dal carcere di piazza Lanza a Catania, dove è rinchiusa dallo scorso gennaio.

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“Quando la verità ha cominciato a riaffiorare, ho iniziato a lanciargli dei messaggi, cercando di portarlo sulla strada giusta” – sostiene la donna riferendosi al marito Davide Stival “Tieni tuo padre lontano da Diego’, l’altro nostro figlio. ‘Stai attento a tuo padre… Pensa al bambino, stai molto attento, non farlo avvicinare a lui e alla fidanzata.. Sono successe cose strane, fai attenzione..’ insomma io ho provato e riprovato a fargli capire ciò che era realmente accaduto”.

La Panarello ha ammesso solo una menzogna: “Che Loris si fosse strangolato da solo l’ho detto si. È quella è stata l’unica bugia dettata dalla paura. Una versione a metà, in preda allo choc ho descritto la scena in maniera parziale. Io avevo paura, ero terrorizzata, ma questo nessuno lo capisce”, ha rivelato la Panarello, descrivendosi come una “marionetta” in balìa del suocero, nonché nonno paterno del piccolo Loris: “Gli dissi che Loris era scomparso, che non era mai arrivato a scuola. Io già non ricordavo più nulla. Lui mi ha risposto ‘stai ferma là che arrivo’. Io ho solo eseguito ordini. Come una marionetta mossa da fili trasparenti. Ogni volta che mi veniva chiesto di fare qualcosa, io lo facevo. Lui ordinava, io eseguivo”.

La Panarello ha poi chiamato in causa il marito Davide Stival, che la reputa colpevole del delitto e non ha mai creduto alle sue dichiarazioni di innocenza: “Per come lo conosco io, so che non si sente in colpa. Ma so che se lui fosse stato più presente e non mi avesse lasciata sola, tutto questo non sarebbe mai accaduto”.

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