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Omicidio Maelys news, Nordahl Lelandais: esito perizia psichiatrica, particolari agghiaccianti

Omicidio Maelys De Araujo ultime notizie: i primi di giugno è stata data sepoltura alla bambina di 9 anni sequestrata e uccisa a fine agosto dello scorso anno da Nordahl Lelandais, il 34enne ex militare in carcere dai primi di settembre con l’accusa di avere ucciso la piccola, reo confesso ma solo a febbraio. Su sua indicazione, infatti, dopo più di 24 ore di scavi meticolosi nel massiccio innevato della Certosa (Isère), a pochi chilometri da Pont-de-Beauvoisin, è stato ritrovato il corpo senza vita della giovane vittima. “L’ho uccisa. Era come in un videogioco”, ha ammesso l’assassino ai medici psichiatri incaricati di sottoporlo a perizia atta a valutare la sua capacità di intendere e di volere. Ebbene, i risultati della valutazione psichiatrica dell’ex militare, che oltre la piccola Maelys ha ammesso di avere ucciso il caporale Arthur Noyer, fanno rabbrividire. Nordahl Lelandais è stato infatti descritto dai periti come “un pervertito, di una pericolosità criminale estrema”. Lo ha riportato BFMTV, che ha avuto accesso ai risultati della perizia. Gli psichiatri lo hanno dunque reputato lucido e perfettamente consapevole dei crimini commessi, anche perché “non soffriva di un disturbo psichico o neuropsichico che avrebbe potuto annebbiare la sua capacità di giudizio o il controllo dei suoi atti”. Efferato e lucido killer, dunque, nella cui rete di malvagità e perversione è caduta la piccola Maelys, portata via dal ricevimento di nozze a Pont-de-Beauvoisin al quale stava partecipando insieme alla sua famiglia.

bimba scomparsa in francia

Il killer di Maeylis: “Non ero io, sono uscito dal mio corpo”

Su come la bimba sia stata uccisa dal 35enne ancora non si è fatta luce. “Sono uscito dal mio corpo” – ha confessato, dopo un iniziale atteggiamento reticente, Nordahl Lelandais durante la perizia psichiatrica cui è stato sottoposto a marzo ed aprile scorsi – “Ho ucciso Maëlys, questa povera bambina che non aveva chiesto nulla. Era come in un videogioco. Non può essere un ragazzo normale uno che ha fatto qualcosa del genere”. L’uomo ha parlato in terza persona rivolgendosi a un altro sé, come se si fosse sdoppiato. Avrebbe menzionato una seconda persona che è in lui: “All’improvviso sono uscito dal mio corpo. Ero uno spettatore. Come se fossi accanto alla macchina, come un fantasma che vola accanto a lei. Una seconda persona era in me”.

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Omicidio Maelys: l’assassino lucido e manipolatore

Avrebbe assassinato la bambina sotto effetto di alcol e droga: l’ex militare ha infatti ammesso di aver bevuto una quindicina di bicchieri durante la festa di nozze che ha preceduto il rapimento della piccola, e di aver anche consumato cocaina. “… “Poi ho messo Maëlys nell’erba. Non sapevo cosa fare, volevo che la seconda persona in me se ne andasse, non ero io” – ha spiegato agli psichiatri che però non hanno creduto alla sua confessione. Si tratta di “un manipolatore“, hanno concluso gli esperti, persuasi che il detenuto quelle ammissioni le abbia studiate e preparate a tavolino per apparire insano di mente.

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