in

Omicidio Manuela Bailo news: l’amante presunto killer potrebbe essere scarcerato

Omicidio Manuela Bailo ultime notizie: il difensore di Fabrizio Pasini, amante della vittima in carcere e reo confesso del delitto, ha presentato una richiesta di scarcerazione per il suo assistito. Chiesti gli arresti domiciliari per il 48enne, l’udienza è stata fissata per il prossimo 18 settembre, quando si deciderà se trasferire l’indagato dal carcere alla sua abitazione. Pasini è attualmente detenuto nel Carcere Nerio Fischione (Canton Mombello).

Fabrizio Pasini: chiesti gli arresti domiciliari

Il suo avvocato, Pietro Paolo Pettenadu, ha presentato domanda venerdì scorso. Ora i giudici dovranno attentamente valutare se sussistano o meno le tre condizioni che rendono necessario il carcere preventivo in attesa del processo: rischio di fuga, di inquinamento delle prove e reiterazione del reato. Le indagini al momento sono tutt’altro che concluse: mancano ancora diversi elementi per chiarire l’esatta dinamica omicidiaria ma, soprattutto, manca l’arma del delitto. In ballo anche la concreta possibilità che il legale di Pasini chieda per il suo assistito la perizia psichiatrica.

Manuela Bailo sgozzata? Mancano arma delitto e telefono cellulare

Gli investigatori infatti non hanno trovato il telefono cellulare della vittima, in mano al suo assassino per giorni, e che da quel dispositivo inviò ad amici e familiari della ragazza diversi messaggi di depistaggio, al fine di far credere loro che la 35enne si fosse allontanata da casa volontariamente. Pasini ai carabinieri ha riferito di aver gettato lo smartphone nelle Torbiere di Iseo. Lui nega di avere sgozzato Manuela e dice invece di averla spinta accidentalmente dalle scale durante una furiosa lite. Nella caduta – sempre secondo il suo racconto – Manuela sarebbe morta dopo aver battuto la testa. Le risultanze medico-scientifiche secondo il medico legale che ha eseguito l’autopsia, però, smentiscono radicalmente la sua versione dei fatti. Ecco perché gli inquirenti sono da settimane impegnati nella ricerca di un’arma da taglio con la quale l’indagato avrebbe sgozzato la donna prima di seppellirla nella cascina di Ospitaletto, proprietà della madre in cui è avvenuto il delitto. Manca all’appello anche la maglietta indossata da Pasini al momento del delitto, fatta sparire molto probabilmente perché imbrattata di sangue. Tracce ematiche che, se analizzate, potrebbero rivelarsi estremamente utili per ricostruire le fasi cruciali del brutale omicidio. L’indagato infatti rischia di essere anche accusato di premeditazione. Questa l’ipotesi della procura di Brescia che indaga sul caso.

Leggi anche: Omicidio Manuela Bailo amante news: lo straziante dettaglio sul cadavere

Reddito di cittadinanza ultime notizie, Di Maio: “Se non si fa salta il Governo”

Decreto Milleproroghe 2018: oggi la prima fiducia, la situazione