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Omicidio Manuela Bailo news: perizia psichiatrica per l’amante reo confesso?

Omicidio Manuela Bailo ultime notizie: “Lo giuro, non le ho tagliato al gola”, continua a ripetere in cella Fabrizio Pasini, 48 anni, in carcere dal 20 agosto dopo aver confessato di avere occultato il corpo dell’amante, negando tuttavia di averla uccisa. A suo dire, infatti, nella villetta ad Ospitaletto la donna sarebbe morta per aver battuto la testa cadendo dalle scale durante una lite con lui. Versione, com’è noto, alla quale gli inquirenti non credono.

La 35enne di Nave (Brescia), sua collega di lavoro alla Uil e amante, sarebbe stata uccisa nella notte tra il 28 e il 29 luglio nella casa dei genitori dell’uomo, a Ospitaletto, in provincia di Brescia, e lì sepolta. Dice l’avvocato di Pasini, Pietro Paolo Pettenadu, che il suo assistito da quando è stato arrestato non ha modificato di una virgola la prima e unica confessione resa al magistrato il 19 agosto, quando gli inquirenti lo attendevano sull’uscio di casa dopo due settimane trascorse in vacanza in Sardegna, ad Alghero, con la moglie e i due figli. “L’ho spinta ed è caduta dalle scale, ma non volevo ucciderla”, ha ripetuto l’uomo, negando di aver sgozzato la ragazza con la quale si frequentava da due anni. Eppure l’esame autoptico avrebbe rivelato la presenza di una ferita da arma da taglio alla gola, che avrebbe reciso la carotide alla povera vittima.

Manuela Bailo: perizia psichiatrica per l’amante?

Non si esclude che il difensore di Pasini possa nelle prossime ore chiedere una perizia psichiatrica per valutare le condizioni mentali al momento del delitto. A suo dire, infatti, vi sarebbe la possibilità che – se assassino – l’uomo non abbia ucciso lucidamente, nel momento del presunto delitto non sarebbe stato nelle sue piene facoltà mentali. Di tutt’altro avviso la Procura, che invece da giorni starebbe cercando le prove della premeditazione dell’omicidio.

Omicidio Manuela Bailo: si cercano prove premeditazione delitto

Ieri 4 settembre, infatti, i carabinieri hanno effettuato dei sopralluoghi nella sede della Uil e del Caf Uil di Brescia, dove lavoravano vittima e carnefice. Da lì i militari hanno portato via i due computer che utilizzava al lavoro Manuela; all’interno gli investigatori cercheranno eventuali dati che fungano da prove per dimostrare la premeditazione dell’omicidio. I rilievi della Scientifica, infatti, hanno fatto escludere categoricamente che la donna sia caduta dalle scale e si sia ferita alla testa lì. La ricostruzione dei fatti fornita da Pasini, in sostanza, non collimerebbe con gli elementi repertati sulla scena del crimine.

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