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Omicidio Manuela Bailo news: si cercano nuove prove contro Pasini

Omicidio Manuela Bailo: sono necessari ulteriori accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dei fatti in cui ha trovato la morte la 35enne di Nave (Brescia) scomparsa il la sera del 27 luglio scorso e morta poche ore dopo per mano dell’amante, Fabrizio Pasini, il 48enne di Ospitaletto suo collega di lavoro alla Uil, che dopo averla uccisa l’ha sepolta nella casa della madre, dove si è consumato il crimine.

Al momento tuttavia la Procura ha già in mano tutti gli elementi sufficienti per formalizzare a suo carico l’accusa di omicidio volontario. Manuela Bailo – secondo l’esito dell’esame autoptico – non sarebbe morta per le ferite riportate alla testa, ma per un taglio alla gola che le ha reciso la carotide. Sulle scale non sarebbero state rinvenute tracce della caduta né di una possibile colluttazione, ciò quindi rende inverosimile il racconto dell’indagato. Pasini racconta che avrebbe spintonato Manuela al culmine di una lite per futili motivi legati a un tatuaggio. Lei cadendo dalle scale sarebbe morta sul colpo. Una morte accidentale a detta dell’uomo, che però ha sepolto il cadavere e depistato per giorni inviando dal cellulare della donna messaggi ad amici e parenti per guadagnare tempo e far credere che quello di Manuela fosse stato un allontanamento volontario.

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“Pasini era in stato di trance dopo il delitto”, dice l’avvocato dell’uomo. La procura starebbe addirittura ipotizzando che quella di Pasini sia stata un’azione premeditata e pianificata in nei dettagli. Si cercano prove di ciò. I Ris dovranno eseguire nuovi sopralluoghi perché ad oggi l’arma del delitto non è stata trovata; sparita anche la maglietta che la vittima indossava quando è stata uccisa e il suo cellulare. Elementi che se rinvenuti potrebbero aiutare gli investigatori a ricostruire la dinamica del delitto. Si attendono nuovi eventuali sviluppi.

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