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Omicidio Marco Mongillo, la madre non crede alla roulette russa: “Altro che gioco, è stato ammazzato!”

Ucciso per ‘gioco’, esibizionismo, spavalderia, noia. O forse no. È ancora un mistero il movente dell’omicidio di Marco Mongillo, il pizzaiolo 20enne ucciso a Caserta con un colpo di pistola alla tempia esploso dall’amico Antonio Zampella, pare, durante una folle roulette russa. L’omicida prima di essere arrestato ha ammesso le sue responsabilità, giustificando l’accaduto con un generico “Non volevo ucciderlo, credevo che l’arma fosse scarica”.

Ma la sua ricostruzione dei fatti, stando alle indiscrezioni, non collimerebbe alla dinamica dell’accaduto così come l’hanno ipotizzata gli inquirenti. Troppe le circostanze ancora da chiarire, in primis la folle roulette russa fatta per sfidare la sorte dopo avere fumato degli spinelli e bevuto spumante.

Scioccante il racconto dell’indiziato, che ammette con naturalezza: “Abbiamo fumato uno spinello dopo pranzo. Dopo lo spumante, ho deciso di far vedere a Marco la pistola che avevo comprato a Castelvolturno. Ho impugnato l’arma e più volte, ridendo, l’ho messa sul tavolo per gioco” – queste le parole di Zampella messe a verbale“Infine ho premuto il grilletto appoggiando la pistola sulla mia tempia. Per ben due volte il colpo non è uscito. Ero convinto che l’arma fosse scarica. Ho dato una pacca sulla spalla a Marco dicendo di stare tranquillo, tanto non sarebbe accaduto nulla. Poi l’ho messa sulla sua fronte, così, ed è uscito il proiettile. Ho visto il sangue. E non ricordo più nulla. So soltanto che non volevo finisse così”.

La prima a non credere alle sue parole è la madre della vittima: “Altro che gioco della roulette russa! Mio figlio non fumava, non beveva, non si drogava. Non avrebbe mai corso il rischio di farsi puntare una pistola addosso, non avrebbe mai partecipato a un gioco così assurdo, non avrebbe rischiato la vita alla roulette russa. Lui lavorava da quando aveva tredici anni per costruirsi una vita, amava la sua vita. Voleva aprire una pizzeria sua, voleva sposarsi, avere dei figli. Chi lo ha ucciso deve pagare”.

La vittima, Marco Mongillo. FOTO FACEBOOK

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