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Omicidio Marco Mongillo: il racconto dell’assassino non convince, indagate altre 2 persone

Altre due persone sono state iscritte nel registro degli indagati “per i reati di detenzione di arma clandestina e favoreggiamento” nell’ambito delle indagini relative all’omicidio di Marco Mongillo, il pizzaiolo di 19 anni freddato dall’amico con un colpo di pistola alla tempia a Caserta, durante il folle ‘gioco’ della roulette russa.

Si tratta di due soggetti la cui identità è al momento sconosciuta, e avrebbero avuto un ruolo legato alla detenzione dell’arma clandestina, una calibro 7,65, con la quale è stato ucciso il giovane Marco.

La procura di Santa Maria Capua Vetere titolare delle indagini preliminari, ha dunque deciso di allargare l’inchiesta agli altri soggetti la cui posizione relativamente al delitto sarebbe molto sospetta, in quanto il racconto fornito dall’omicida reo confesso, Antonio Zampella, sembra non esser stato ritenuto convincente.

Un racconto farraginoso e pieno di incongruenze, il suo, che non avrebbe trovato pieno riscontro in questa prima fase di indagini. Deve essere dunque ancora chiarito se si sia trattato di una disgrazia, o se invece Marco sia stato ucciso intenzionalmente dall’amico, come pensa la madre della vittima.

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