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Omicidio Marco Vannini: motivazioni sentenza Ciontoli, il perché della riduzione pena

Omicidio Marco Vannini ultime notizie: “Antonio Ciontoli esplose colposamente un colpo di pistola che attinse Marco Vannini”, queste le parole dei giudici della prima Corte d’assise d’Appello di Roma motivando la sentenza con la quale hanno condannato a cinque anni di reclusione Antonio Ciontoli per avere cagionato il decesso del fidanzato di sua figlia la notte a cavallo tra il 17 e 18 maggio 2015 nella sua casa di Ladispoli. Secondo quanto espresso nelle motivazioni della sentenza, “Ciontoli ha consapevolmente e reiteratamente evitato l’attivazione di immediati soccorsi” per “evitare conseguenze dannose in ambito lavorativo”. Secondo la ricostruzione fatta, Marco si trovava in casa della fidanzata intento a farsi un bagno nella vasca, quando entrò Ciontoli per prendere da una scarpiera un’arma e in quel momento sarebbe partito un colpo accidentale dalla pistola. Da allora, secondo l’accusa, sarebbe partito un ritardo ‘consapevole’ nei soccorsi. Ciontoli “ha consapevolmente e reiteratamente evitato l’attivazione di immediati soccorsi per evitare conseguenze in ambito lavorativo”.

ROBERTA BRUZZONE SU CASO VANNINI

Non soccorso, le condizioni di Vannini dopo il ferimento peggiorarono drammaticamente fino a causarne la morte dopo poco più di 3 ore. In primo grado, Antonio Ciontoli fu condannato a 14 anni per omicidio volontario, i figli e la moglie a tre anni per omicidio colposo. In appello, la condanna è stata ridotta a 5 anni per il capofamiglia per omicidio colposo, e conferma della sentenza (3 anni) per i familiari. Assolta Viola Giorgini in primo e secondo grado. La condotta di Antonio Ciontoli nella vicenda che ha portato alla morte Marco Vannini “appare estremamente riprovevole sotto il profilo etico… ma il fatto di trovarsi alle prese con un imputato la cui condotta è particolarmente odiosa non può di per sé comportare che un fatto colposo diventi doloso. Nel rispetto del principio del favor rei, dunque, la condotta di Ciontoli va qualificata come sorretta da colpa cosciente”.

Tuttavia vista “la gravità della condotta tenuta dall’imputato, della tragicità dell’accaduto, all’assenza di significativi tratti di resipiscenza” la corte ha deciso per Ciontoli il massimo della pena stabilita per l’omicidio colposo, ovvero 5 anni. Diverso il ragionamento per i suoi familiari che per la corte “difettavano della piena conoscenza delle circostanze… e proprio in considerazione della non provata consapevolezza circa la natura del colpo esploso, delle rassicurazioni di Antonio Ciontoli e delle caratteristiche della ferita, si deve ritenere non sufficientemente certo che essi si siano rappresentati con la lucidità e la nettezza del padre la possibilità dell’evento mortale”.

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