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Omicidio Maria Ungureanu, Dna maschile sui suoi vestiti: è di Daniel Ciocan?

Sugli abitini di Maria Ungureanu potrebbe davvero trovarsi la firma del suo assassino. Sono giorni d’attesa, questi, per la famiglia della bimba rumena di 9 anni abusata e uccisa lo scorso 19 giugno a San Salvatore Telesino (Benevento), in quanto i Ris stanno compiendo tutti gli accertamenti su quegli indumenti e a giorni renderanno noti gli esiti.

Un Dna maschile è stato infatti isolato su quei vestiti, e ad oggi il principale sospettato del delitto è Daniel Ciocan, 21enne rumeno vicino di casa e molto amico del papà di Maria, Marius Ungureanu. Da mercoledì scorso, inoltre, la sorella del giovane è iscritta come lui nel registro degli indagati per concorso in omicidio.

La donna offre al fratello un falso alibi per la sera dell’omicidio? Sembrerebbe di sì, e presto ne sapremo di più. Finora l’unico elemento in mano alla magistratura è il Gps dell’auto di Daniel, che lo colloca in piazza Pacelli di San Salvatore Telesino, vicino alle giostrine del paese e alla piscina del resort in cui la bambina è stata lasciata affogare.

Daniel nei due interrogatori ha raccontato di essere stato con la bimba in auto quella sera, e di averla riaccompagnata in chiesa alle 20. La sosta incriminata della sua auto è collocata tra le 20:40 e le 21:05 (arco temporale in cui la piccola Maria molto probabilmente si trovava già con il suo assassino).

In quei trenta minuti Daniel e la sorella sarebbero stati a casa di un anziano conoscente per mangiare un pezzo di torta, dicono loro. Ma i due si sarebbero contraddetti nel riferire i dettagli di quel frangente, in particolar modo nell’indicare il luogo dove è stata parcheggiata l’auto. Una presunta menzogna, questa, che a breve potrebbe inchiodare il 21enne rumeno.

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