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Omicidio Maria Ungureanu, rumeno indagato sempre più nei guai: Gps auto lo smentisce

Sono state ritrovate tracce di materiale biologico sui vestiti appartenuti alla piccola Maria Ungureanu, da settimane al vaglio dei Ris di Roma. Un importante passo avanti, questo, nelle indagini sull’omicidio della bimba rumena di 9 anni, abusata da tempo e lasciata affogare nella piscina all’aperto di un resort, lo scorso 19 giugno, a San Salvatore Telesino (Benevento).

Le indiscrezioni parlano di un profilo genetico maschile sui suoi vestiti, la cui identificazione potrebbe portare all’assassino della piccola. Nei prossimi giorni le parti offese saranno convocate a Roma per essere informate dai Ris su quali indumenti nello specifico è stato rinvenuto il materiale biologico.

Sul fronte investigativo al momento sono due gli indagati: il 21enne rumeno amico di famiglia di Maria, Petru Daniel Ciocan, e la sorella Cristina, accusata di concorso in omicidio. Le testimonianze dei due fratelli sulla sera dell’omicidio, infatti, non collimerebbero.

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Al centro della attenzione degli inquirenti, il Gps dell’auto del ragazzo, collocata dallo strumento in piazza Pacelli di San Salvatore Telesino, vicino alle giostrine dove fu vista la bimba negli istanti prima di sparire, mentre lui aveva sempre detto di aver parcheggiato la vettura almeno 30 metri più avanti, e non dunque in quella piazza. Se il Gps dovesse risultare attendibile e funzionante, per il 21enne rumeno le cose si metterebbero davvero molto male.

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