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Omicidio Meredith, no risarcimento a Raffaele Sollecito, lui: “Ingiustizia, io senza lavoro per ciò che è successo”

Omicidio Meredith, Raffaele Sollecito non otterrà alcun risarcimento dallo Stato per ingiusta detenzione. La richiesta di un indennizzo per i quattro anni di custodia cautelare trascorsi in carcere quando era accusato, insieme ad Amanda Knox, dell’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2017, è stata infatti rigettata dalla Cassazione, cui gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori avevano presentato ricorso chiedendo l’annullamento della sentenza della Corte d’Appello di Firenze che aveva già negato il risarcimento di 500mila euro.

Raffaele Sollecito ha giudicato “inspiegabile” la decisione della Cassazione: “Se ancora non trovo un lavoro è per quanto mi è successo. Sto ancora subendo le conseguenze degli anni passati in carcere da innocente e non capisco perché questo non venga compreso”.

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L’avvocato Bongiorno dal canto suo non si arrende nemmeno dinanzi al secondo ‘no’, e annuncia l’intento di far ricorso alla Corte Ue: “Il risarcimento che è stato negato a Raffaele Sollecito poteva e doveva essere il giusto ristoro per l’ingiusta detenzione subita. Ma questo non scalfisce in alcun modo la sua innocenza. Raffaele è sicuramente innocente, vittima di grossolani errori investigativi come ha stabilito la Cassazione motivando la sua assoluzione. Tuttavia la sua detenzione non sembra del tutto ingiusta ai giudici che hanno respinto il nostro ricorso. La ritengo una decisione contraddittoria […] ricorreremo alla Corte europea”.

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