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Omicidio Nemtsov, sospettato si fa esplodere con una granata

È ancora giallo l’omicidio dell’oppositore russo Boris Nemtsov, assassinato il 27 febbraio scorso nel pieno centro di Mosca. Durante la notte sono stati fermati quattro sospetti che potrebbero essere implicati nell’omicidio dell’oppositore di Putin: la polizia russa sta vagliando varie ipotesi per trovare un movente. Finora si ipotizza che l’assassinio di Nemtsov possa essere a sfondo islamita: l’attivista, infatti, aveva abbracciato la campagna Je suis Charlie dopo la strage di Parigi e questo potrebbe essergli costato la vita.

La polizia russa continua le sue ricerche per arrivare alla verità in merito alla morte di Boris Nemtsov; un sospettato, un uomo ceceno, accerchiato nel suo appartamento a Grozny, si è lasciato esplodere. Braccato dagli agenti di polizia, l’uomo avrebbe lanciato un ordigno contro i poliziotti. Il suo colpo non è andato a segno e non ha provocato alcun ferito; così ha preferito uccidersi piuttosto che arrendersi all’arresto.

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