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Omicidio Noemi news giallo Seat grigia: testimone oculare smentito dal padre di Lucio

Omicidio Noemi Durini ultime notizie: il suo assassino reo confesso, Lucio, ha avuto dei complici? La procura di Lecce sta indagando senza sosta da quando il 17enne ha ammesso di avere assassinato la sua fidanzatina all’alba del 3 settembre scorso. Il caso è però lungi dall’essere risolto: ancora troppi punti oscuri sulla esatta dinamica dei fatti, sulle cause di morte della ragazza, sul movente del delitto e, soprattutto, sulla eventualità che il giovane killer possa o meno avere avuto un complice, se non nell’esecuzione materiale del delitto almeno nella fase successiva dell’occultamento del cadavere. Il corpo martoriato di Noemi Durini è stato rinvenuto completamente sepolto sotto delle pietre nelle campagne salentine. E’ stato il fidanzato a condurre lì gli inquirenti.

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Fusto amico di Noemi

C’è poi un altro giallo, quello della Seat grigia. Quell’auto passava casualmente dietro la 500 bianca dove viaggiavano i fidanzati o li stava seguendo? E soprattutto, chi c’era al volante? Al momento solo ipotesi, supposizioni, sospetti. Biagio Marzo, padre di Lucio, è indagato come atto dovuto per concorso in occultamento di cadavere, giacché gli investigatori riterrebbero plausibile un suo aiuto dato al figlio in quel frangente omicidiario.

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C’è anche un testimone che dice di aver Lucio alla guida della 500 bianca di proprietà di sua madre, ecco le sue parole: “Ho visto lucio alle 3.30 di notte, il 3 settembre in Via San Nicola, strada parallela rispetto alla casa di Noemi. Ho visto una macchina bianca, una 500 parcheggiata alla fine della strada, ferma. All’interno, ho visto quel ragazzo, ci siamo guardati. Nel frattempo, una Seat Ibiza è passata sfrecciando, diretta verso il luogo dove poi è stato ritrovato il corpo di Noemi. Non so chi la guidasse…”.

Versione dei fatti che il padre di Lucio smentisce perché, ha detto, la notte del 2/3 settembre si sarebbe addormentato tardi e il figlio deve aver preso l’auto per forza più tardi delle 3.30, poiché altrimenti lui se ne sarebbe accorto. Poche certezze investigative al momento anche sugli orari degli spostamenti del ragazzo, dunque.

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