in ,

Omicidio Pordenone, Giosuè: “Ecco perché non dissi a Rosaria del delitto”

Non avrebbe parlato per paura. Giosuè Ruotolo la notte del 17 marzo scorso non avrebbe detto alla fidanzata Rosaria, parlando al telefono con lei, che nella palestra in cui era stato pochi istanti prima una coppia di fidanzati era stata giustiziata a colpi di arma da fuoco, per timore. Quei ragazzi – lo si sarebbe saputo a mezzo stampa poche ore dopo – erano Teresa Costanza e Trifone Ragone, che il 26enne conosceva bene, e del cui delitto ora è l’unico accusato. Secondo indiscrezioni diffuse dal settimanale Giallo e dal Messaggero Veneto, Giosuè Ruotolo quella sera al cellulare non fece cenno dell’accaduto alla fidanzata per paura. Paura di non essere creduto, paura di ‘rovinare’ la sua carriera nella Guardia di Finanza.

“Non volevo far preoccupare Rosaria”, avrebbe detto il militare agli inquirenti, che invece ritengono abbia taciuto e fatto volutamente quelle omissioni per nascondere qualcosa di compromettente, indizi a suo carico emersi poi nell’arco di un anno di indagini. Ruotolo non fece menzione nemmeno del suo passaggio in palestra e nel parco di San Valentino (nel cui laghetto a settembre è stata rinvenuta la pistola calibro 7.65 usata per il delitto della coppia).

“Non ho detto nulla circa la mia presenza sul luogo nei momenti prossimi all’omicidio perché sentivo che i commilitoni commentavano dicendo che sul posto c’erano le telecamere di videosorveglianza e io mi sentivo sollevato da tutto questo” – queste le parole di Giosuè agli inquirenti nell’interrogatorio da indagato – “Credevo che il colpevole sarebbe stato preso. Non ho confidato a nessuno che mi trovavi lì per una serie di brutti pensieri: avevo paura per la mia incolumità, per la mia carriera …”.

Calciomercato Inter

Calciomercato Roma news, entrate e uscite 2016: Pallotta rassicura Spalletti

Toronto New York

Mls, Giovinco da subito spettacolo: gol e assist, poi l’esultanza in “motocicletta”