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Omicidio Pordenone, Giosuè Ruotolo confessione in aula: colpo di scena al processo

Omicidio Pordenone ultim’ora: sotto processo ad Udine perché accusato del delitto dei fidanzati Trifone Ragone e Teresa Costanza, Giosuè Ruotolo è in carcere da un anno a Belluno e oggi in aula è il suo giorno.

Il militare campano sta deponendo di fronte ai giudici della Corte d’Assise, e poco fa – l’esclusiva indiscrezione è di Quarto Grado – avrebbe appena pronunciato queste parole: “Creai io con i commilitoni Renna e Romano il profilo Fb Anonimo Anonimo”. Un vero e proprio colpo di scena: Ruotolo infatti, che ha sempre negato ogni coinvolgimento in questa vicenda omicidiaria, chiama in causa per la prima volta i suoi due ex coinquilini e commilitoni, i quali con mesi di ritardo informarono la magistratura, ma solo perché messi alle strette, di una furibonda lite tra Giosuè e Trifone (circostanza, questa, negata con forza dall’imputato anche oggi in aula), il quale aveva scoperto che era stato proprio Ruotolo a molestare per mesi la fidanzata Teresa attraverso chat anonime su Facebook, inviate appunto dal profilo ‘Anonimo Anomio’ creato appositamente.

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Per la pubblica accusa sarebbe stato questo il movente del delitto: Ruotolo, picchiato da Trifone che minacciò di denunciarlo, per il timore di vedersi rovinata la carriera avrebbe nei mesi maturato un odio profondo verso Ragone, decidendo di farlo fuori, e uccidendolo a colpi di pistola alla testa anche la fidanzata Teresa Costanza, solo perché ‘testimone scomoda’. L’imputato oggi dovrà raccontare cosa è successo la sera del 17 marzo 2015 e rispondere alle domande del suo avvocato e dell’accusa.

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