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Omicidio Pordenone, Giosuè Ruotolo: contro di lui molte ‘coincidenze’ sospette

Sono davvero tante perché siano reputate dagli inquirenti come mere casualità, le strane coincidenze che legano Giosuè Ruotolo al luogo e l’ora in cui Teresa Costanza e Trifone Ragone furono uccisi. Un insieme di indizi che, collazionati, vanno a costruire un quadro accusatorio che rende, ad oggi, il militare campano amico ed ex coinquilino della vittima, l’unico e solo sospettato del duplice omicidio di Pordenone.

Anzitutto perché il commilitone di Trifone in sette mesi di indagini e tre incontri con gli inquirenti disse sempre di non essere mai uscito di casa la sera del delitto, per poi ritrattare solo dopo essere stato smentito clamorosamente dalle telecamere di videosorveglianza. Bugie, dunque, giustificate dall’indagato ma ritenute non convincenti dalla Procura. “Inizialmente ha reso una versione dei fatti non completa perché aveva paura di essere estromesso dalla Guardia di Finanza”, ha dichiarato il suo legale, Roberto Rigoni Stern.

Come è possibile che a poche ore dal delitto, avvenuto il 17 marzo scorso, un testimone attendibile disse di avere visto “un’Audi grigia con i fari puntati” a pochi metri dall’auto dove giacevano i fidanzati ormai senza vita, e che le indagini mesi dopo abbiano appurato che Ruotolo possiede proprio un’Audi grigia? Si tratta solo di una casualità? Teresa e Trifone sono stati giustiziati tra le 19.40 e le 19.50 e in quei minuti Giosuè Ruotolo si trovava lì, in quel parcheggio. La sua nuova versione dei fatti è attendibile, anche se ‘posticcia’ e innegabilmente viziata dalle risultanze delle indagini che hanno portato alla iscrizione del suo nome nel registro degli indagati?

Ad aggravare la posizione del militare di Somma Vesuviana la ricostruzione del suo tragitto verso il parco di San Valentino, proprio negli attimi successivi al delitto, ed un buco temporale di sette minuti in cui la sua auto sfugge alle telecamere per recarsi nel laghetto dove si sarebbe liberato dell’arma del delitto, secondo l’accusa. La risposta a questi ed altri interrogativi potrebbe arrivare già in settimana, quando si conosceranno gli esiti delle analisi delle tracce biologiche rinvenute su alcuni indumenti e nell’auto di Ruotolo.

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