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Omicidio Pordenone, Giosuè Ruotolo fidanzata messaggi deliranti: ecco cosa gli scriveva e perché

Omicidio Pordenone Giosuè Ruotolo fidanzata messaggi deliranti: dal novembre 2014 Rosaria Patrone da Somma Vesuviana ne inviò a decine al fidanzato Giosuè Ruotolo, fidanzato militare a Pordenone, oggi sotto processo a Udine per il duplice omicidio del commilitone Trifone Ragone e della fidanzata Teresa Costanza. L’invio di quelle frasi shock al ragazzo si interruppe di colpo, in concomitanza dell’uccisione della coppia di fidanzati.

Aneurismi, gravidanze inesistenti, coma, trauma cranico, obitorio: Rosaria Patrone si inventò di tutto pur di attirare l’attenzione del suo fidanzato che, come lei dirà ai magistrati “Non mi faceva mai complimenti, ero gelosa … Lui sapeva che le mie erano menzogne ma speravo comunque che ci credesse”. Fingeva che a scrivere quei messaggi allucinanti dal suo cellulare fossero ora la madre, ora la sorella, per condizionare psicologicamente il suo fidanzato lontano. Un rapporto malato quello dei due fidanzati, intriso di gelosia (soprattutto verso Trifone, che avrebbe potuto irretirlo, soprattutto per via delle sue frequentazioni femminili …)  e insicurezza soprattutto da parte di Rosaria, condizione certamente acuita dalla distanza che li separava.

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Rosaria Patrone arrivò addirittura ad inventarsi di essere stata stuprata. Un comportamento assolutamente anomalo e che per la Procura di Pordenone è l’humus nel quale ha preso corpo il movente del duplice omicidio di cui oggi Ruotolo è accusato, delitto che, sempre secondo il quadro probatorio a suo carico, sarebbe stata proprio la fidanzata Rosaria ad istigare.

Ecco il testo di alcuni sconvolgenti inviati da Rosaria a Giosuè, mandati in onda a Quarto Grado venerdì 17 marzo: 

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