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Omicidio Pordenone, Giosuè Ruotolo: risentiti ex coinquilini testimoni-chiave, nuovi dettagli

Nei giorni scorsi sono stati risentitiquesta è la quarta volta – in Procura Sergio Romano e Daniele Renna, i testimoni-chiave sull’inchiesta relativa al duplice omicidio di Pordenone, nonché ex commilitoni e coinquilini di Giosuè Ruotolo, unico indiziato per l’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone.

I due militari, che con le loro dichiarazioni sulla sera del delitto hanno contribuito a corroborare l’impianto accusatorio degli inquirenti nei confronti di Ruotolo, sono stati interrogati per ore, e avrebbero fornito nuovi importanti particolari sulla sera del 17 marzo 2015 e non solo, utili alla magistratura per definire il presunto movente del duplice delitto. Ne dà notizia Il Messaggero Veneto.

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Ai due ragazzi sarebbe stato chiesto di descrivere ancora una volta i rapporti intercorsi tra l’indagato e la vittima, soprattutto il presunto violento litigio avuto a novembre 2014 nel piazzale della palestra di Pordenone, quello in cui Trifone Ragone avrebbe minacciato di denunciare Ruotolo alla Polizia Postale per le presunte chat moleste inviate alla fidanzata, Teresa Costanza.

A tal riguardo, dunque, “sarebbero arrivate conferme della tensione che sussisteva tra Giosuè e Trifone, della colluttazione tra i due”, scrive Il Messaggero Veneto. I due militari – sentiti dunque in qualità di persone informate sui fatti in quanto non indagati – non avrebbero fatto nessun passo indietro, e le loro deposizioni sarebbero state riconfermate e messe a verbale.

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