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Omicidio Pordenone, il russo Murad a Domenica Live: ecco la sua verità

Il pesista russo, Murad Dudaev, amico di Trifone Ragone, è stato oggi ospite per la seconda volta a Domenica Live. “Sono qui per mettere le cose in chiaro una volta per tutte”, ha esordito il giovane atleta, visibilmente stizzito perché erroneamente coinvolto dalla stampa locale nel duplice omicidio di Pordenone. Murad ha qualche precedente penale per lesioni e rissa, elementi a suo dire adatti per sbatterlo in prima pagina giacché “il russo picchiatore fa notizia”.

Murad ha ripetuto per l’ennesima volta di essere estraneo alla vicenda – “La sera dell’omicidio io ero a casa perché non stavo bene, avevo la bronchite” – ed ha confermato di essere certo che Trifone non fosse coinvolto in nessun ‘losco’ affare, tale da meritare un ‘regolamento di conti’. “Era una brava, educata ed onesta persona. Mai e poi mai avrebbe commesso un’azione illecita”, ha detto di Luca Bari – così lo aveva sempre conosciuto in palestra – il pesista russo.

Quando la conduttrice gli ha chiesto “Murad, ma secondo chi ha ucciso Teresa e Trifone?”, lui ha risposto: “Sparare non è da tutti, non è facile. Bisogna avere sangue freddo … chi li ha uccisi è un esperto. La mia è solo una deduzione, ma credo che bisognerebbe cercare anche nell’ambiente della caserma”. Poi, a scanso di equivoci, ha precisato: “non voglio certo infangare l’ambiente militare dove lavorava Trifone, ma anche quella pista non sarebbe da trascurare, infatti gli inquirenti non l’hanno ancora scartata”.

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