in ,

Omicidio Pordenone, iniziato processo a Giosuè: “Sua posizione sempre più compromessa”

Al via questa mattina in Corte d’Assise a Udine il processo a carico di Giosuè Ruotolo, il militare campano di 27 anni accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio dell’ex commilitone e coinquilino, Trifone Ragone, e della fidanzata Teresa Costanza. Per richiesta dell’imputato il processo si terrà a porte chiuse e in assenza di telecamere. La coppia di fidanzati fu giustiziata con 5 colpi di pistola alla testa esplosi e bruciapelo, mentre si trovavano a bordo della loro auto, pronti ad andar via dal parcheggio del Palazzetto dello sport di Pordenone, alle 19,50 del 17 marzo 2015.

Stamani l’imputato – che si dichiara innocente e totalmente estraneo ai fatti – è arrivato in tribunale poco dopo le 9. Il suo legale, avvocato Roberto Rigoni Stern, si è detto convinto, così come il suo assistito, di poter smantellare in aula, durante “un processo indiziario”, tutti i capisaldi dell’impianto accusatorio messo in piedi dalla Procura di Pordenone, secondo cui Ruotolo avrebbe giustiziato la coppia per via di un odio profondo verso Trifone, con cui qualche mese prima del delitto fece a pugni dopo che Ragone venne a sapere dei messaggi molesti inviati da Giosuè a Teresa Costanza, attraverso un falso profilo Facebook creato apposta per infastidirla e mettere in cattiva luce il fidanzato Trifone.

Leggi anche: Omicidio Pordenone processo, Giosuè Ruotolo alla sbarra: la ex fidanzata Rosaria cambierà versione?

Presenti in aula le rispettive famiglie delle vittime. Sentite e colme di dolore le parole pronunciate dalla mamma di Trifone prima che l’udienza avesse inizio: “Questo processo per noi sarà un altro funerale, sono straziata dal dolore. Voglio guardare in faccia Giosuè: lo osserverò, lo studierò”. Si è appreso inoltre che la posizione di Giosuè sarebbe ulteriormente compromessa – stando alle dichiarazioni dell’avvocato Nicodemo Gentile, che difende la famiglia Ragone –  in quanto “si ha ormai la certezza che i messaggi molesti verso Teresa siano stati inviati da postazioni appartenenti alla caserma dove lavorava Giosuè che, nei giorni in cui sono stati inviati, si trovava al lavoro”“Il cerchio si chiude intorno all’imputato” – ha precisato il legale – “che farebbe bene a confessare, visto che ormai tutto porta verso la sua colpevolezza. Manca solo scoprire dove e quando si è procurato la pistola, e poi per il resto ormai tutto è chiaro”.

Fedez e Chiara Ferragni

Fedez Chiara Ferragni gossip, l’incoerenza di Vorrei ma non posto fa infuriare i fan

ligabue mondovisione tour settembre 2014

Ligabue Made in Italy Tour 2017 date, biglietti e modalità di prevendita: nuovi concerti in arrivo, le ultimissime