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Omicidio Pordenone, litigio Giosuè-Trifone: saranno sentiti 3 testimoni

Entro la fine del mese di febbraio potrebbero essere definitivamente chiuse le indagini sul duplice omicidio di Pordenone, avvenuto il 17 marzo di un anno fa. Gli inquirenti hanno fatto di tutto per mantenere il più stretto riserbo in merito, tuttavia indiscrezioni dagli ambienti investigativi sono comunque trapelate, prima fra tutte quella sulla concreta possibilità che l’accusa chieda la misura cautelare in carcere per l’indagato Giosuè Ruotolo, decidendo per il suo rinvio a giudizio.

“In questa lunga indagine, che procede ormai da un anno, è stato fondamentale accertare ogni minimo dettaglio” – ha dichiarato all’Ansa il procuratore di Pordenone, Marco Martani“Per questo, non intendiamo diffondere alcun elemento fino a quando non si sarà chiusa”. Occorrerà dunque attendere che siano depositate le relazioni conclusive delle analisi informatiche sui pc in uso all’indagato, finalizzate essenzialmente a verificare se – come reputa la Procura – sia da ricondurre al militare campano la creazione e l’utilizzo del profilo Facebook segreto da cui sono stati inviati messaggi molesti a Teresa Costanza, uccisa insieme al fidanzato, Trifone Ragone, nel parcheggio del palazzetto dello sport “Crisafulli” di Pordenone.

A tal proposito gli inquirenti ritengono che Trifone, scoperta l’identità del presunto stalker della fidanzata, lo abbia affrontato in caserma a Cordenons, e che da lì si sia innescato un odio viscerale di Ruotolo nei suoi riguardi, covato per mesi, acuitosi e culminato nel duplice omicidio. L’avvocato Roberto Rigoni Stern, che difende Ruotolo, dal canto suo nega il presunto diverbio tra il suo assistito e Trifone Ragone, così come l’astio che sarebbe intercorso tra loro: “Non ci risulta che ci sia stato alcun alterco così grave. Non capisco da dove escano certe affermazioni, che ciclicamente vengono rilanciate dalla stampa, e da dove derivi questo attrito così forte tra i due, che hanno invece sempre avuto rapporti normali”, riporta Il Gazzettino.

Proprio per verificare l’avvenuto litigio tra i due commilitoni nei prossimi giorni gli investigatori sentiranno diversi testimoni, alcuni già interrogati a inizio indagini. Tra loro figurerebbero anche 3 commilitoni che avrebbero assistito allo scontro tra Giosuè e Trifone, avvenuto quattro mesi prima del delitto.

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