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Omicidio Pordenone news: Dna femminile su bossolo pistola recuperato nell’auto delle vittime

Omicidio Pordenone news processo: si parla in queste ore della tesi avanzata dalla difesa di Giosuè Ruotolo, il militare campano sotto processo in Corte d’Assise a Udine perché accusato di avere ucciso, la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone, l’ex commilitone Trifone Ragone e la fidanzata, Teresa Costanza.

Gli avvocati del militare campano infatti sosterrebbero la tesi che possa essere stata una donna, una ex fidanzata di Trifone, ad aver premuto il grilletto della Beretta 7.65 con cui lui e la fidanzata sono stati barbaramente giustiziati.

Il nuovo possibile scenario paventato dai difensori di Ruotolo è strettamente legato al rinvenimento di un Dna misto ed estraneo all’imputato sulla scena del crimine. Un profilo genetico che, si è appreso, potrebbe appartenere ad una donna. Si tratta di un Dna ignoto individuato dal Ris di Parma in uno dei sei bossoli recuperato dalla Scientifica all’interno dell’auto in cui la coppia è stata assassinata, precisamente tra la leva del cambio e il sedile del guidatore.

Giosuè Ruotolo al processo:

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Il biologo forense Vincenzo Agostini, consulente della difesa di Giosuè Ruotolo, in aula si è detto convinto che quella traccia genetica sia di una donna. Una traccia mista al sangue di Trifone Ragone però esigua, probabilmente degradata – ipotizzano gli inquirenti – a causa delle alte temperature raggiunte al momento dello sparo, e per questo inutile utile per eventuali comparazioni. Profilo genetico che non è escluso possa esser dovuto a contaminazione. Di diverso avviso, ovviamente, gli avvocati dell’imputato.

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Le indagini esclusero che il profilo genetico in questione appartenesse a Teresa Costanza e a Ruotolo, al personale del 118 e agli uomini delle forze dell’ordine giunti sul luogo del delitto dopo il rinvenimento dei cadaveri. A chi appartiene, dunque? 

“Sappiamo che Trifone aveva molte relazioni aperte … Il teste Stefano Protani un’ora dopo il delitto ha riferito di aver visto a bordo dell’Audi una donna, lo ha detto in modo chiaro. Ammesso che questa versione sia verosimile, potrebbero aprirsi altri scenari. Se il Dna, seppur con componente minoritaria, fosse riconducibile a Ruotolo, non saremmo qui a discutere“, queste le parole dell’avvocato di Giosuè,Roberto Rigoni Stern, che fanno ipotizzare la possibilità di una mano femminile dietro il duplice delitto.

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