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Omicidio Pordenone news: foto auto Giosuè Ruotolo nel luogo del delitto

Clamorosa indiscrezione quest’oggi durante la diretta di Domenica Live, su Canale 5, in merito al caso del duplice omicidio di Pordenone. In studio con Barbara D’Urso a parlare dei recenti clamorosi sviluppi nelle indagini, che hanno portato alla iscrizione nel registro degli indagati di Giosuè Ruotolo, Murad Dudaev, il pesista russo inizialmente sospettato (ma mai indagato) di essere coinvolto nell’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone.

Murad oggi ha detto di conoscere Giosuè Ruotolo “solo di vista”, e di averlo visto più volte entrare in palestra insieme a Trifone. Il giovane ha poi ribadito quanto dichiarato mesi fa in merito all’inchiesta: “Indagate tra i commilitoni di Trifone, perché chi ha ucciso lui e Teresa conosce bene le armi. Si capisce dalle modalità del delitto, per come il killer ha sparato, colpendo all’orecchio“.

Parole che suonano sinistre, oggi, alla luce dei recenti fatti emersi: un indagato commilitone di Trifone, Giosuè Ruotolo, e numerosi indizi di colpevolezza a suo carico. Non solo la fondata indiscrezione che il 26enne campano si sia recato sulla scena del crimine dopo cena, quando gli inquirenti erano sul posto per effettuare i dovuti rilievi, ma anche un particolare sospetto nel suo cellulare.

Secondo le indiscrezioni emerse a Domenica Live, infatti, oltre al buco temporale di 5 minuti nel tragitto palestra-casa compiuto dal presunto assassino, ve ne sarebbe un altro emerso dal suo traffico telefonico. Per l’esattezza, dalle 19 alle 20.30 nel telefono cellulare dell’indagato – prima durante e dopo il delitto, cioè – non sarebbe stato registrato alcun traffico. Non un messaggio, una telefonata né una conversazione via chat su quel telefonino, benché lui abbia più volte detto agli inquirenti di essere stato a casa a chattare con la fidanzata nell’ora in cui Teresa e Trifone venivano colpiti a morte nel parcheggio della palestra Crisafulli.

A completare il grave quadro indiziario a carico di Ruotolo, l’immagine esclusiva di un fotogramma estrapolato da una videocamera di sorveglianza piazzata a pochi metri dal luogo del delitto, che riprende passare un’Audi grigia, dagli inquirenti considerata essere proprio quella di Giosuè, in virtù di alcune caratteristiche riconducibili alla sua macchina.

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