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Omicidio Pordenone, news Giosuè Ruotolo: simulazione in auto insieme al pm

Ha risposto per otto ore alle domande degli inquirenti, ha addirittura cambiato la sua versione dei fatti, smentendo ciò aveva sempre raccontato agli investigatori in tutti e tre gli incontri, nell’arco delle indagini, in cui era stato sentito come persona informati dei fatti.

Ed ora che è iscritto nel registro degli indagati, Giosuè Ruotolo ritratta, cambia ricostruzione e aggiunge dettagli inediti sulla sera del delitto di Teresa Costanza e Trifone Ragone. Ammette di essere stato in zona, spiega di non avere trovato parcheggio nella palestra Crisafulli e di essere andato nel parchetto di San Valentino per fare una corsetta, ma “faceva troppo freddo “ e così è rincasato. Ora il suo nuovo racconto si incastra perfettamente con i tasselli del quadro probatorio messo in piedi dalla Procura nei suoi confronti, perché in effetti la sua Audi A3 grigia si vede passare a pochi metri del centro sportivo dove i fidanzati furono uccisi il 17 marzo scorso, e poco dopo le telecamere la immortalano nei pressi del parco dove c’è il laghetto in cui i Ris di Genova hanno rinvenuto l’arma con cui Teresa e Trifone sono stati assassinati. Ma c’è un vuoto temporale di 7 minuti nella ricostruzione del suo tragitto, che fa concentrare i sospetti su di lui.

C’è anche un fotogramma estrapolato da una telecamera di sorveglianza mostrato dal programma Mattino Cinque che inquadra, tra la folla di curiosi radunatasi dopo la scoperta dei cadaveri, un ragazzo molto somigliante a Ruotolo tra chi quella sera assistette ai primi rilievi dei carabinieri. Sono solo coincidenze o la prova concreta del coinvolgimento del commilitone di Trifone nella vicenda?

È ciò che la Procura di Pordenone sta cercando di appurare. Dopo il lungo interrogatorio di martedì, infatti, Ruotolo e gli inquirenti si sono recati nei luoghi percorsi in auto da Giosuè Ruotolo la sera del delitto ed hanno effettuato una simulazione: indagato e pm hanno percorso la strada da via Colombo al palasport e poi hanno raggiunto il parcheggio del parchetto. Il 26enne ha ricostruito i suoi movimenti che, a detta del suo legale, Roberto Rigoni Stern, “sono compatibili con la sua versione”.

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